Contattaci

Un Farbrengen a NY e la storia del 19 Kislev

Un Farbrengen a NY e la storia del 19 Kislev

 Email

NDR: Il seguente articolo è stato pubblicato nel Lubavitch News N. 14 nel 1984. Lo ripubblichiamo parola per parola per cercare di trasmettere l’atmosfera di quel periodo.

I chassidim sono noti per la loro gioia contagiosa. Perfino il dizionario Random definisce un chassid come “membro del gruppo, fondato nel diciottesimo secolo da Israel Baal Shem Tov, caratterizzato dalla sua enfasi sul misticismo, preghiera, zelo religioso e gioia”.

Il farbrengen, una riunione in cui le emozioni vengono elevate nell'amore e nel servizio di D-o è il principale veicolo della celebrazione chassidica.

Un giorno particoloare nel quale si tengono farbrengen è Yud-Tet Kislev, il 19 di Kislev, un giorno che segna l'anniversario della liberazione di Rabbi Schneur Zalman, il primo Rebbe di Chabad, conosciuto anche come l'Alter Rebbe. Egli fu imprigionato dallo zar di Russia nel 5559 (1798), il suo ‘crimine’ era aver diffuso i metodi e gli insegnamenti chassidici, la sua liberazione segnò anche la liberazione di tali insegnamenti che poterono essere diffusi fra gli ebrei da allora in poi.

L'attuale Rebbe di Chabad, Rabbi Menachem Mendel Shneerson Shlita, conduce una riunione chassidica in questa data che attira migliaia di persone a 770, la sede centrale dei Chabad a Brooklyn, New York. Il farbrengen è diffuso in collegamento telefonico in tutto il mondo: da Crown Heights, Brooklyn, a Milano, Italian, Israele, e addirittura all’Australia, lo spirito chassidico è trasmesso via satellite.

È un evento e una festa da non mancare. I Chabadnikim, nei loro cappotti neri ondeggiano accanto a uomini d'affari in giacca e cravatta, ministri di New York, ragazzi israeliani del Kibbutz e Sabra. Al piano superiore ragazze ingioiellate e coi tacchi alti, donne con casacche indiane e capelli lunghi, studentesse con gonne jeans e visi ricolmi di speranza, sono tutti riuniti a far parte di uno stesso momento.

Toccanti nigunim (melodie senza parole) puntualizzano i commenti del Rebbe riguardanti la situazione nel mondo e gli insegnamenti dell’Alter Rebbe. Canzoni vivaci risuonano attraverso la folla quanto tuti alzano I bicchieri per dire lechaim velivrachà al Rebbe.

I discorsi del Rebbe toccano molti argomenti: Israele e politica mondiale... il mondo interiore di ogni anima che cerca soddisfazione spirituale... I'economia internazionale..o il ruolo della donna. In ogni farbrengen il Rebbe tratta un panorama di interessi ebraici con precise penetrazioni intuitive. Discorrendo sugli eventi che risultarono in Yud-Tet Kislev e la filosofia dell'Alter Rebbe, il Rebbe riporta l'origine e la profondità della vitalità e della gioia infusa nell'ebraismo dallo stile di vita chassidico.

“Una breve storia di vita dell'Alter Rebbe”

Il Rebbe Shneur Zalman di Liadi, conosciuto come I'Alter Rebbe, nacque il 18 Elul 5505-1745 a Liozna, una piccola città nella Russia Bianca. Suo padre Reb Baruch e sua madre Rivkà, come Chassidim del Baal Shem Tov seguirono le su istruzioni per crescere ed educare il proprio figlio. Si racconta che il giorno in cui veniva tenuto il brit milà dell'Alter Rebbe, in un posto lontano alla corte del Baal Shem Tov, il fondatore del Chassidismo dichiarava ai suoi discepoli: "È scesa una grande anima sulla terra shnei or - due luci: egli diffonderà la luce della Torà in entrambe i suoi aspetti, rivelato e mistico.

Secondo le istruzioni espresse dal Baal Shem Tov, I'Alter Rebbe, crescendo, non seppe mai del interesse che il fondatore del Chassidismo aveva in lui. Quando l'Alter Rebbe aveva appena dodici anni un noto insegnante disse a Reb Baruch, che “egli era un genio, e non necessitava ulteriore istruzione”.

Tuttavia l’Alter Rebbe proseguì con i suoi studi, diventando competente in Talmùd e Cabalà. All’età di vent’anni il giovane e brillante studente lasciò casa e famiglia, con I'approvazione della moglie, per cercare di soddisfare l'anelo ardente della sua anima. Sentiva che nonostante la sua sapienza gli mancava un elemento della vita ebraica, qualcosa che non poteva essere catturato nella solitudine, nell’ambito dei suoi studi.

C'erano due grandi luminari risplendenti nel mondo ebraico di allora. Un raggio di studio di Torà proveniva da Vilna e il raggio di avodà, servizio di devozione, preghiera, proveniva da Mezritch. Rabbi Shneur Zalman, avendo completato lo studio del Talmùd sedici volte veniva attratto dal raggio di Avodà.

Colmo di speranza ed aspirazione, ma con pochi fondi, si preparò per il lungo viaggio. Per pagare il tragitto, l'eminente scolaro fece mestieri quale spaccalegna e lavori nei campi e ciò nonostante fece il più della strada fino a Mezritch a piedi.

La sua prima impressione del circolo intimo di discepoli riuniti attorno a Rav Dov Ber, il Magghìd di Mezritch, non fu molto incoraggiante. Egli si aspettava una grande accademia, ricolma di personalità splendenti, studiosi e saggi. Invece trovò un gruppo di gente discreta, che a prima vista non sembrava possedere le brillanti qualità che lui cercava; né fu particolarmente ispirato delle pie ammonizioni che il Magghìd di Mezritch indirizzava alla folla riunita nel suo tempio.

In procinto di partire dopo la breve visita, Rav Shneur Zalman decise di porgere rispetto al Magghìd prima di ritornare a Liozna. Entrò nella casa del maestro e rimase in mezzo alla folla. Gli occhi di Rav Dov Ber lo fissarono, penetrarono profondamente I'abisso dell'anima di Shneur Zalman, esplorandone e valutandone le qualità intime.

Dopo pochi minuti di silenzio significativo, il maestro non solo gli riferì cosa fosse nella sua mente (di Shneur Zalman), ma senza che gli venisse richiesto, gli diede una semplice ma convincente risposta a due delle tre domande che il giovane studioso aveva proposto per poter assicurarsi che era in presenza di un maestro meritevole. Fortemente impressionato, R. Shneur Zalman chiese di essere ammesso entro il circolo intimo dei discepoli di Rav Dov Ber.

Le storie della relazione mistica e profonda dell'Alter Rebbe con il Magghid sono tante. Una breve, rilevante all'approssimarsi di Yud-Tet Kislev, è che poco prima che il Magghìd lasciò questo mondo, egli prese la mano del Rav e disse: Yud-Tet Kislev è il nostro yom tov”.

Queste parole non furono capite prima del terzo giorno della settimana della parashà Vayeshev, Yud-Tet Kislev 5533, giorno in cui il Magghid trapassò. Quello stesso giorno esattamente ventisei anni più tardi, il 19 Kislev 5559 l'Alter Rebbe fu liberato dalla prigione e i suoi insegnamenti della chassidùt Chabad, sua ricca eredità del Magghid e del Baal Shem Tov, furono salvati per il futuro ebraico.

Accuse e imprigionamento

Come e perché I'Alter Rebbe fu forzato alla prigionia e poi liberato è una storia circondata di eventi miracolosi. La causa principale del suo imprigionamento furono le false accuse fatte contro di lui riferite allo zar di Russia.” Le accuse distorgevano gli insegnamenti e le attività chassidiche per farli apparire come tradimenti contro il governo. Si diceva che i fondi inviati dall'Alter Rebbe e dai chassidim per aiutare famiglie in Israele fossero destinati ad aiutare potenze straniere. Siccome la Terra Sacra era sotto la dominazione turca e la Turchia era nemica della Russia, questa era un'offesa criminale.

Si diffamò che in riunioni pubbliche cosi come nel libro Tanya, I'Alter Rebbe dichiarasse il concetto di malchùt, sovranità, essere l'ultima e meno significativa delle sefiròt (un conoetto del”mondo spirituale derivato dallo Zohar e Cabbalà). In breve, fecero apparire cbme se il Rebbe parlasse dell'autorità dello zar ponendola al livello più basso. E anche questo fu considerato tradimento.

Le accuse ottennero successo nel portare all'arresto del Rebbe poco tempo dopo Succot 5559, 1798. Già consapevole, egli instruì severamente i chassidim a non vendicarsi. Condotto a Pietroburgo in una carrozza nera dai soldati dello zar, la compostezza del Rebbe si rivelò straordinaria. Furono pochi i prigionieri partiti nella carrozza nera che ritornarono. Egli fu rinchiuso in una delle celle segrete della Fortezza di Petropavlosk.

I chassidim erano molto preoccupati per il futuro del Rebbe ed il futuro del movimento chassidico di cui lui era a capo. La comunità si risolse a digiunare con pane e acqua e recitare i Tehillim (Salmi) per invocare la grazia di D-o per il loro santo Rebbe, e cominciarono a raccogliere fondi per cercare di ottenere il suo rilascio.

ll Rebbe in prigione

L'Alter Rebbe fu sottoposto a costanti interrogatori dagli ufficiali del governo. Essi cominciarono ad averea un’impressione favorevole di questo santo tzaddìk e, pur essendo nella loro posizione, erano intimoriti dalla sua grandezza. Sulla via verso la fortezza, per esempio, egli richiese l’arresto della carrozza per non viaggiare di Shabbat. Quando gli ufficiali russi rifiutarono, i cavalli si fermarono e la carrozza non si mosse fino alla fine dello Shabbat il giorno dopo. L'Alter Rebbe trascrrse il suo Shabbat nel campo accanto.

Durante la sua prigionia, un’ufficiale chiese all'Alter Rebbe una domanda di interpretazione di un passaggio biblico: “..e D-o chiamò Adamo e disse ‘Dove sei?’ È possibile che D-o che è onnisciente non sapesse dov’era Adamo?” chiese I'ufficiale. Solo dopo che lui confermò all'Alter Rebbe la propria fede nella rilevanza della Torà eterna ed illimitata nel tempo, lo tzaddìk spiegò il verso.

“È scritto: 'E D-o ,si rivolse ad ha’adam - l'uomo'. Ciò signlfica: “Dove sei? Dove stai in questo mondo? D-o attribuisce a ciascuno un certo numero di giorni ed anni, da usare per fare del bene verso D-o e verso l'umanità”.

"Dunque pensa e contempla quanti anni sei già vissuto e quanto bene hai fatto in questo tempo. Tu per esempio hai vissuto già... anni (qui l'Alter Rebbe menzionò I'età esatta del suo interlocutore).”Come hai usato questo”tempo? Hai compiuto qualcosa di buono?". L'ufficiale fu stupito che I'Alter Rebbe avesse indovinato la sua età e pose Ia mano sulla spalla del prigioniero dicendo: ”Questo proviene veramente dal Divino”.

Rilascio e Liberazione

Questo non è che uno dei molti episodi che occorsero durante I 52 giorni in cui l'Alter Rebbe venne imprigionato. Durante tale periodo il Rebbe rispose a tutte le accuse ed interrogatori, nonstante la pena e le forti sofferenze. Gli ufficiali giudicarono in suo favore, tutte le accuse furono respinte e la sentenza di morte fu ribaltata. Il verdetto fu definito il 19 di Kislev , dichiarando la sua innocenza con ordine per il rilascio immediate.

I cinquantadue giorni della sua prigionia sono detti corrispondenti ai 52 capitoli del Tanya poiché egli fu processato per lo spargimento della Chassidùt. Il Tanya appena pubblicato, fu processato con lui e anch'esso vendicato.

L'insegnamento dell'Alter Rebbe ai suoi chassidim imrnediatamente dopo il rilascio fu di gratitudine ed ahavàt israel. La sua prima lettera pastorale dice: “Per ogni grazia che D-o concede, I'uomo deve sentirsi molto umile".

Yud-Tet Kislev segna il Rosh Hashanà della Chassidùt, un Yom Tov che i chassidim celebrano con gioia sfrenata. I chassidim usano salutarsi I'uno l’altro dicendo: ”Gut Yontif, a gut yar in limud hachassidus un darchei hachassidus”, una buona festa, un buon anno nello studio della chassidùt e nelle sue vie". Vi è un'immensa gioia in questo saluto, nel riunirsi per un pasto festivo e raccontare la storia della prigionia dell'Alter Rebbe con molti più dettagli di quanto sia possibile in questo breve articolo.

Il Yom Tov è completo quando i chassidim si riuniscono con I'attuale Lubavitcher Rebbe, shlita, per il farbrengen, per ascoItare nuove interpretazioni su come sperimentare e capire la liberazione dell'anima ebraica dalla sua prigione dell'esilio. Il Rebbe shlita ha enfatizzato quest’anno particolarmente simchà poretz col gheder, ovvero la gioia, rompe tutte le barriere.

Noto come Chag HaGheulà, la festa della liberazione, ogni anno questo giorno rinnova il potenziale per ogni ebreo di liberarsi da quelle barriere che impediscono l’avvicinamento dei sentimenti, dei pensieri e delle azioni ad una vita ebraica più piena. Qualunque cosa che ci provenga dall'assaporare e sperimentare la Torà, le mizvòt e la Chassidùt nei suoi infiniti livelli di elevazione, può essere superato più facilmente in questo giorno. Gustare una parola chassidica di Torà assaggiare un pensiero da questa sorgente può creare sangue nuovo per revitalizzare l’anima ebraica.

Pubblicato nel Lubavitch News
© Copyright, tutti i diritti riservati. Se ti è piaciuto questo articolo ti incoraggiamo a condividerlo con altri, attendendosi alle regole di copyrightdi it.Chabad.org.
 Email
Start a Discussion
1000 Caratteri restanti