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Il Pellicano e la Divina Provvidenza

Il Pellicano e la Divina Provvidenza

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Tra i volatili impuri che vengono citati nella nostra parashà viene menzionato lo “shalach” il pellicano. Rashi spiega di che uccello si tratta riportando una citazione della Ghemarà (Chulìn) dove si dice che lo “shalach” è quel volatile che pesca i pesci dall’acqua.

La Ghemarà racconta di Rabbi Yochanan che ogni volta che vedeva un gabbiano diceva: “I Tuoi giudizi arrivano fino agli abissi” e Rashi commenta dicendo che anche negli abissi c’è giudizio, poiché D-o porta il pellicano per far giudizio e per portare punizione anche tra i pesci del mare, facendoli perire attraverso il pellicano. Ciò significa che agli occhi di Rabbi Yochanan il pellicano rappresenta il modo in cui D-o veglia sulle proprie creature e che perfino tra i pesci Egli fissa chi dovrà essere pescato e chi rimarrà in vita.

Da questa Ghemarà l’Admur Hazaken porta una prova per ciò che diceva il Baal Shem Tov: la provvidenza Divina sulle creature non è solo generale ma copre anche i minimi dettagli, e non interviene solo fra gli uomini ma D-o controlla anche il mondo animale, quello vegetale e perfino gli oggetti, stabilendone ogni dettaglio. Il Baal Shem Tov infatti diceva che Hashem fissa perfino il modo in cui una foglia cade da un albero.

Il fatto che questo insegnamento venga tratto dal pellicano mostra un legame tra la Divina provvidenza e questo volatile.

Il mondo, visto coi nostri occhi, si svolge secondo le regole naturali. Non vediamo la mano Divina che c’è in ogni cosa e che guida tutto.

La parola “tèva”, che in ebraico significa “natura”, contiene un ulteriore significato, “affondare” (viene utilizzata ad esempio riguardo gli egizi che vennero annegati - “Tubeù Beyam suf”). Come gli oggetti che sono affondati nell’acqua non sono visibili a colui che sta fuori dall’acqua poiché l’acqua li nasconde, così anche la “natura” affonda e nasconde la presenza di D-o che sta nel creato a tal punto da far sembrare che il mondo vada avanti da sé.

Il pellicano viene usato proprio per far risaltare la Divina provvidenza: pescando, egli estrae e rivela i pesci che erano affondati nell’acqua mostrando come si debba allo stesso modo rivelare la presenza di D-o celata e “affondata” nella natura.

Il pellicano ci insegna a guardare oltre alla superficie dell’acqua. Non dobbiamo fermarci su ciò che vediamo e sentiamo, dobbiamo riflettere e scoprire il mondo spirituale che si cela nel nostro mondo.

Quando verrà Mashiach, si scoprirà la realtà della natura e il fatto che essa non è altro che le parole di D-o; la natura non nasconderà più il Divino, come scritto: “si rivelerà l’onore di D-o, e ogni essere vedrà che D-o ha parlato”.

(Likutei Sichot vol. 7)

Da Pensieri di Torà, una pubblicazione settimanale pubblicata da Chabad a Viale Libia Roma
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