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La maggior parte degli uomini e delle donne hanno ben poco in comune!

Niente in Comune?

Niente in Comune?

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Molte persone si sentono frustrate perchè non hanno “niente in comune” con i loro consorti. Alcune di queste persone conoscevano il loro consorte molto tempo prima del matrimonio e, presumilbemente, all’epoca pensavano di avere molto in comune, tanto da desiderare di voler passare una vita insieme. Altre persone non conoscevano il loro futuro consorte altrettanto bene, speravano di riuscire a creare un terreno comune per il vivere insieme, crescere una famiglia, condividere una visione del futuro ecc. Ad entrambi si prospetta una delusione, poiché dopo un tempo breve diventa ovvio che la maggior parte degli uomini e delle donne hanno ben poco in comune!

Tra due persone ci saranno sempre delle grandi differenze. Infatti essi provengono da case diverse e hanno avuto esperienze diverse. Non esistono due persone uguali. Tuttavia, quando si aggiungono anche le differenze tra uomini e donne, la diversità aumenta notevolmente. Uomini e donne pensano diversamente, sentono diversamente e hanno un approccio alla vita diverso. Sembra che abbiano veramente molto poco in comune.

Ma come mai questa mancanza di elementi in comune deve diventare una difficoltà coniugale? Se il Sign-re avesse sentito che fosse meglio per uomini e donne essere simili, Egli avrebbe creato solamente un genere oppure due generi molto più compatibili. Nella Sua grande saggezza, il Sign-re creò la disuguaglianza tra i generi. La mancanza di cose in comune quindi non è un difetto incorreggibile nel matrimonio, piuttosto è il matrimonio.

Il matrimonio è un rapporto speciale con uno scopo speciale. Il matrimonio ci aiuta a crescere spiritualmente. Infatti, imparando ad accettare, capire ed apprezzare una persona veramente diversa da noi, andiamo oltre al nostro io e superiamo quel limite materiale che ci fa sentire separati da ciò che già c’è. Infatti tutto è Uno. L’ebraismo ci insegna che tutte le anime sono unite e che la separazione che percepiamo è solamente illusoria. Più evidenziamo il nostro io particolare, la nostra individualità e il nostro modo di essere, e... sì, proprio ciò che ci differenzia dagli altri e in particolare dal nostro consorte, meno possiamo essere in sintonia con questa profonda verità.

Il matrimonio ci dà l’opportunità di uscire dal nostro mondo limitato per identificarci con un altro essere umano. È solamente tramite il nostro sforzo personale che possiamo raggiungere la scopo del matrimonio ovvero quello di ottenere l’unità. Ci possono volere decenni di sforzi, ma, alla fine, saremo più saggi, maturi e cresciuti. Quando finalmente accettiamo le differenze del nostro consorte reclamandole come nostre, e sentendo che il nostro consorte è effetivamente un’estensione della nostra anima, a quel punto avremo raggiunto lo scopo del matrimonio.

Non disperare perché non hai niente in comune con il tuo consorte. Piuttosto renditi conto che questa sfida ti è stata posta da D-o con l’espresso scopo di aiutarti a raggiungere alti picchi spirituali.

Di Sarah Chana Radcliffe
Sarah Chana Radcliffe, M.Ed.,C.Psych.Assoc. è l’autrice di "Raise Your Kids without Raising Your Voice".
Da Pensieri di Torà, una pubblicazione settimanale pubblicata da Chabad a Viale Libia Roma
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