Contattaci

L'Ordine del Giorno

L'Ordine del Giorno

Le osservanze del 9 di Av, passo per passo

 Email

Pomeriggio dell'8 di Av

La proibizione di studiare Torà, tranne il materiale che riguarda la distruzione del Tempio o altri avvenimenti tristi, inizia a mezzogiorno della vigilia del digiuno. Tranne qualche eccezione, la proibizione vige fino alla fine del digiuno.

Non si dice Tachanùn, la preghiera penitenziale nel pomeriggio nè durante tutte le preghiere del 9 di Av1.

Poco prima dell’inizio del digiuno si mangia la seudà mafseket, il pasto separatorio. È un pasto semplice, molti usano mangiare zuppe di lenticchie o verdure seguito da un pezzo di pane e un uovo sodo intinto in cenere, un simbolo di lutto. Il pasto più lauto si mangia verso l'ora di pranzo se possibile.(Non si fa zimmùn quando si recita la Birkat Hamazòn).

Le leggi del 9 di Av iniziano al tramonto.

Sera del 9 di Av

In sinagoga si toglie la tenda dall’Arca e si abbassano o spengono le luci. Dopo la preghiera serale di Arvìt, si legge il libro di Echà, Lamentazioni. Il chazzan, cantore, legge ad alta voce mentre la congregazione legge a bassa voce. In alcune comunità il chazzan legge Echà da una pergamena.2

In seguito si leggono alcune kinòt, elegie e il paragrafo ‘veAttà kadòsh’, seguito dal kaddìsh (tranne il paragrafo che inizia con Titkabel3, testo che viene omesso anche il mattino dopo).

Mattino del 9 di Av

Per la netilat yadaim del mattino, si versa l'acqua tre volte alternativamente solo sulle nocche, con le dita ancora umide è permesso lavare gli occhi. Non è permesso sciacquare la bocca ne lavare i denti fino a dopo il digiuno.

Visto che non si indossano scarpe di pelle in questo giorno, non si recita la benedizione mattutina “Che Ha provveduto per tutte le mie necessità”, poiché essa ringrazia D-o soprattutto per averci dato scarpe.

Non si indossano il tallit e i tefillìn durante la preghiera del mattino di shachrìt. Questo perchè I tefillìn sono considerati ‘la nostra gloria’ e nel giorno del 9 di Av la nostra gloria è assente. Gli tzitzìt invece si indossano durante tutta la giornata.

Coloro che seguono la tradizione Sefardita aggiungono il paragrafo Anenu all’amidà. Non si recita la benedizione sacerdotale nella ripetizione dell’amidà.

Si legge il Sefer nel libro di Devarìm (4,25-40), brano che parla della distruzione della Terra d’Israele. La Haftarà dei profeti è del libro di Geremia che parla anche esso della distruzione.

Dopo la preghiera del mattino è usanza leggere le kinòt, elegie. Si conclude la preghiera con ‘Uvà letziòn’ (si omette la seconda frase, “e questo è il Mio patto4) e Alenu leShabeach. Non si dice Shir shel yom e en Ke’Elokenu.

È permesso lavorare di Tishà b’Av ma è preferibile non lavorare. In questo giorno ci si dovrebbe focalizzare sul lutto e il pentimento. Se è necessario lavorare per forza, è preferibile iniziare dopo mezzogiorno halachiche.

È usanza dare tzedakà in più nei giorni di digiuno.

Pomeriggio del 9 di Av

È usanza aspettare fino a mezzogiorno (orario halachico) per iniziare a preparare il cibo post digiuno. L’intensità del digiuno diminuisce nel pomeriggio, pertanto è permesso cucinare e sedersi su sedie e panchine di altezza normale.

Molte comunità hanno l’usanza di pulire la casa e lavare per terra dopo mezzogiorno, come segno di attesa per l’arrivo della Redenzione che tutti aspettiamo.

Si rimette la tenda sull’Arca in sinagogoa prima della preghiera pomeridiana di minchà.

Gli uomini indossano tallit e tefillìn durante la preghiera pomeridiana di minchà, prima di iniziare quelle preghiere è usanza dire le preghiere che sono state omesse di mattina.

Si legge il Sefer dal Libro di Esodo 32:11-14 il brano tratta del perdono ottenuto da Moshè per il popolo di Israele dopo l’episodio del vitello d’oro. In seguito si legge la haftarà da Isaia 55:6-56:8.

Si aggiungono I paragrafi di nachèm ed anenu nell’amidà, (nb: solo chi digiuna dice anenu).

Dopo il 9 di Av

Prima di rompere il digiuno si dovrebbe fare la netilàt yadaim senza benedizione e versando l’acqua sulla mano intera.

Il Tempio è stato messo a fuoco nel pomeriggio del 9 di Av e bruciò fino al 10. Perciò le restrizioni dei Nove Giorni (come l’evitare di mangiare carne, nuotare o lavare i panni) vigono fino a mezzogiorno del 10 di Av.

Tuttavia se il digiuno capita di Giovedi, nel qual caso il 10 cade di venerdi, è permesso lavarsi e tagliare i capelli venerdi mattina in onore di Shabbat.

NOTE
1.
Questo perchè un verso nel libro di Lamentazioni, 1:15 parla del 9 di Av come di un moèd, una parola che significa anche festivià. Ciò riflette l’idea che il 9 di Av è il compleanno del Mashiach e che quindi è potenzialmente un giorno di festa, potenziale che verrà realizzato con l’arrivo del Mashiach.
2.
In alcune comunità che leggono Echà dalla pergamena, il chazan dice la benedizione “al mikrà meghillà” prima della lettura.
Il Levush scrive che l’usanza prevalente di non leggere Echà da una pergamena è basato sul fatto che queste erano rare. Infatti gli scribi non usavano scrivere questo testo per esprimere il loro forte desiderio per l’epoca quando il 9 di Av sarà trasformato in un giorno di gioia.
3.
Non si dice questo paragrafo perchè esso include una richiesta che le nostre preghiere vengano accolte. È scritto in Echà 3:8 che “la mia preghiera è stata esclusa”, pertanto come possiamo chiedere a D-o di accettare le nostre preghiere se esse sono state escluse?
4.
Non si dice che questo verso perchè è proibito studiare la Torà, il patto Divino, nel 9 di Av. Inoltre non si vuole dare l’apparenza di stabilire un patto con D-o sulla distruzione.
© Copyright, tutti i diritti riservati. Se ti è piaciuto questo articolo ti incoraggiamo a condividerlo con altri, attendendosi alle regole di copyrightdi it.Chabad.org.
 Email
Start a Discussion
1000 Caratteri restanti