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Fisica Moderna e Mistica Ebraica

Fisica Moderna e Mistica Ebraica

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La trasformazione reciproca della materia e dell'energia è uno dei temi principali della fisica moderna e della mistica ebraica. parallelismi che fanno riflettere su una certa immagine di noi stessi.

Il Parallelismo Mistica Scienza

La laicizzazione dell'uomo occidentale negli ultimi tre secoli della rivoluzione scientifica ha generato una profonda disproporzione tra le sue credenze religiose e mistiche da una parte e le sue prospettive intellettuali e scientifiche dall'altra. Per l'uomo moderno tali costituenti della sua vita spirituale si sono polarizzate conducendo al cosiddetto conflitto insolubile tra la scienza e la religione a scapito del credo religioso. Considerando il lungo periodo dell'evoluzione storica che ha portato a tali posizioni ed il necessario ritardo per sormontare l'inerzia intellettuale, si può capire che le sconvolgenti scoperte nelle scienze fisiche durante questo secolo non abbiano profondamente intaccato tale aspetto della moderna concezione del mondo. Se tuttavia si esplorano le implicazioni filosofiche di alcune di tali scoperte, si constata con meraviglia quanto sconsideratamente si riduca la via che separa la religione dalle prospettíve aperte dalla scienza. Emerge da questa analisi che la percezione scientifica dell'universo raggiunge da certi punti di vista la mistica tradizionale inerente al pensiero religioso ebraico. È un'idea che certamente non è nuova. Libri recenti insistono sul parallelismo tra la fisica moderna e diversi sistemi mistici orientali. Tali sono spesso sistemi sincretistici ed anche un pò contradittori che per tali motivi fanno mancare a tali paralleli buona parte della loro credibilità.

Mi sembra quindi che convenga interessarsi sistematicamente ai paralleli tra le credenze fondamentali del Giudaismo e ne nuove concezioni scientifiche.

Determinismo scientifico e libero arbitrio dell'uomo

La tradizione scientifica occidentale che dominava alla fine del 19◦ secolo costituiva un tutto che riteneva di poter tutto determinare. Partendo da un'istantaneo « flash » dello stato dell'universo, il fisico classico sentiva che egli poteva di massima predirne l'evoluzione con forza dettagli e precisioni. D'altra parte egli aveva una concezione meccanicistica del processo mentale dell'uomo, integrazione sensorimotrice che si poteva riassumere in reazioni elettrochimiche. Egli allargava facilmente la propria “fede” determinista a tutta la complessità della decisione umana ed alla capacità di pensiero astratto. È tale allargamento che viene respinto dal pensiero religioso che considera il pensiero umano come dipendente da una forza spirituale non determinata in termini di risposta-stimolo. La difficoltà di identificare l'importanza relativa di una tale componente non determinista, e di spiegare la sua interazione con l'integrazione sensoriomotrice, sarà con Cartesio responsabile dell'apparente incompatibilità delle vedute scientifiche e religiose.

La meccanica quantistica sviluppata nei primi decenni del nostro secolo ha soppiantato completamente la meccanica newtoniana. La nostra conoscenza stessa degli elementi inanimati non può essere completa poiché la stessa natura non agisce completamente in modo determinato. Noi possiamo al massimo predire la probabilità di evoluzione di un sistema fisico.

Inoltre, non è solo l'evoluzione precisa ma anche, secondo il principio di incertezza di Heisenberg, lo stato istantaneo di un sistema che non può essere specificato.

È evidente che il prolungamento di una tale valutazione a livello di spirito umano è maggiormente compatibile con le possibilità di un libero arbitrio. È effettivamente più concepibile che alcuni elementi trascendenti le possibilità di analisi della scienza trovino una collocazione nel pensiero umano, né si può prevedere il comportamento della materia animata tanto meno in quella inanimata.

Il potere decisionale dell'uomo è con ogni evidenza difficilmente assibilabile a semplici connessioni tra uno stimolo ed una reazione. Le equazioni sempre più sofisticate della fisica moderna non saranno mai in grado di spiegare la ricchezza dello spirito umano, l'infinità delle capacità spirituali dell'uomo.

L'infinità delle capacità spirituali dell'uomo...

Si riscopre così il potenziale di una vera e propria vita interiore dello spirito. L'applicazione dello spirito della meccanica quantistica in termini di probabilità rende maggiormente in grado di capire le possibilità di inflessione delle credenze e delle opzioni.

Un aneddoto bene illustra lo stato di spirito che regnava nell'era classica. Quando Napoleone Bonaparte ricevette una copia della Meccanica Celeste, la magnum opus astronomica di Laplace, avrebbe detto: “Voi avete scritto questo grosso libro sul mondo senza menzionare una sola volta il nome dell'Autore dell'universo”, al che l'eminente matematico rispose: “Sire, non ho alcun bisogno di una tale ipotesi”. Nel corso dei secoli, l'uomo avendo affinato il suo sapere sul mondo che lo circonda ha riscoperto i limiti della sua comprensione e della sua potenza, e la necessità di tale ipotesi gli è apparsa nuovamente.

Materia energia: dualità e unità fondamentale della realtà fisica

Nella meccanica classica, una distinzione era considerata alla base tra la materia e l'energia. Le diverse manifestazioni dell'energìa (elettrica, chimica, termica etc.) possono essere intercambiabìli, come possono esserlo i diversi stati della materia. Ma i settori della materia e dell'energia rimangono completamente separati ognuno mantenendo la propria integrità e rimanendo soggetto alle proprie leggi di conservazíone.

Al contrario, il principio della fisica moderna è l'unità completa dell'universo.

Materia ed energia sono le diverse manifestazioni di una stessa unità della realtà fisica. Secondo la teoria della Relatività Speciale di Einstein la materia può essere trasformata in energia e vice-versa.

L'elettrodinamica quantistica dà un'immagine fondamentale della natura e dello spazio completamente diversa dai concetti statici classici. L'universo è in trasformazione costante nella quale materia ed energia sono create e distrutte spontaneamente. La materia sotto forma di accoppiate particella-antiparticella appare e scompare istantaneamente.

Ratzò veshòv

Questa immagine presenta paralleli con le prospettive dell’Ebraismo.

Fisico e spirituale, le manifestazioni materia ed energia: da una stessa fonte

Nella mistica ebraica e nel chassidismo, la dialettica fondamentale dell'universo fisico è descritta come processo di Ratzò Veshov. Ratzò indica un'unione mistica dei finito con D-o.

Shov significa invece un ritorno alla realtà fisica, nell'universo della materia creata da D-o Infinito.

L'unità fondamentale di ogni cosa come manifestazione della Volontà Divina è la pietra angolare dei valori ebraici.

L'infinito, l'astratto, lo spirituale sono voluti da D-o come lo sono il fisico, l'energia, il finito e la materia. Fisico e spirituale, materia ed energia visti come manifestazioni di una stessa fonte possono essere interscambiabili e trasformabili.

La dualità soggetto-oggetto

Un altro aspetto della dualità che prevale nella fisica è la differenziazione nettissima fatta tra l'oggetto ed il soggetto osservato. Nella meccanica classica, l'uomo - osservatore soggettivo - può essere considerato come completamente separato dall'oggetto da osservare. Le sue interazioni con tale oggetto sono accessorie al processo di osservazione. La vita interiore, soggettiva dell'uomo è distinta dalla sua vita esteriore, realtà obiettiva.

Ciò si oppone all'idea della meccanica quantistica, secondo la quale l'osservatore e l'osservato fanno parte entrambi di un sistema che comprende il tutto. Il processo stesso di osservazione cambia lo stato del sistema. La vita interiore e l'universo esterno, l'uomo ed il suo ambiente costituiscono una entità indissociabile. Ogni separazione, ogni dualità sfigura la data situazione attuale e la spoglia di senso. Nella mistica ebraica e nel Hassidismo, troviamo una simile immagine dell'uomo, parte del plenum della realtà. Ciò è espresso in una certa misura dall'opposizione microcosmo-macrocosmo, nella quale l'universo è percepito come riflettente l'uomo, e quest'ultimo simultaneamente riflette e manifesta la struttura dell'universo. La teoria fondamentale alla base di tale reciproca relazione è che ogni aspetto dell'universo è una rivelazione dell'energia della Creatività Divina. Così, ad ogni livello di processo cosmogenetico si esprime un principio di omeomorfismo a livello dell'individuo, della società e dell'insieme del mondo.

Inoltre, è chiaro che nessuno può rimanere un osservatore separato e oggettivo del suo ambiente. Noi interiorizziamo tutte le esperienze esterne alle quali siamo esposti. I nostri atti, il nostro comportamento intaccano la realtà fisica dei mondo, della natura ma il contrario è altrettanto vero. La nostra percezione e comprensione della realtà esteriore quanto interiore a noi stessi è intaccata dalle modifiche dell'ambiente.

La mistica ebraica è essenzialmente orientata verso l'azione...

A differenza degli altri sistemi mistici, la mistica ebraica e il chassidismo sono essenzialmente orientati verso l'azione. Non si tratta di decolli esaltati verso la speculazione metafisica, gli stati d'estasi ma di un'analisi profonda dell'essenza di ogni cosa che porta a conseguenze pratiche e costruttive per il presente e per l'avvenire. Ne consegue necessariamente una modifica del comportamento che permette una migliore relazione con D-o nonché una sensibilizzazione delle nostre relazioni coi nostri simili.

In conclusione, da tutto ciò scaturisce che le innovazioni delle scienze moderne hanno permesso di cancellare contraddizioni tra le credenze ebraiche tradizionali ed alcune vedute paralizzanti e meccanicistiche della realtà fisica. Una veduta più unitaria della materia e dell'energia, una concezione che ripropone i valori dei ruoli rispettivi della percezione interiore ed esteriore del mondo, sono molto più conformi a molti principi scientifici.

del Prof. Gedalia Shaffer, della Princeton University

Traduzione di Lino S. Haggiag

Biografia: Ghedalia Shaffer, di benedetta memoria, è cresciuto nei dintorni di Boston. Ha effettuato i suoi studi scientifici all'Istituto di Tecnologia del Massachusetts ed ha poi conseguito la laurea in fisica teorica all'Università di Princeton. È attualmente Presidente della « Automated Information Systems » di New York. Le sue pubblicazioni comprendono diversi dotti articoli su riviste di fisica e matematica. Egli ha inoltre scritto numerosi articoli sui concetti fondamentali della Torà, della Cabbalà e del Chassidut e sul modello di vita ebraica basato sulla Torà e sulle mitzvot. A Long Island, Ghedalia e sua moglie Bronya hanno lanciato un progetto per rafforzare le Leggi Coniugali dell’Ebraismo che peraltro è divenuto il modello di simili progetti e attività promozionali negli Stati Uniti.

Pubblicato nel Lubavitch News in collaborazione con Chabad.it
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