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Introduzione

Un anno dopo l'esodo dall'Egitto, il Sign-re istruì il popolo d'Israele di portare l'offerta Pasquale il pomeriggio del 14 di Nissan e di mangiarlo quella sera dopo averla arrostita, insieme a matzà ed erbe amare. Tuttavia c'erano delle persone che erano ritualmente impure per aver avuto contatto con corpi deceduti e che quindi non potevano preparare l'offerta Pasquale in quel giorno. Essi chiesero a Moshè ed Aharòn: "perchè dovremmo essere deprivati e non avere la possibilità di portare l'offerta di D-o nel suo tempo, tra i figli di Israele?" Numeri 9. Come risposta alla loro richiesta, il Sign-re stabilì il 14 di Iyar come il Secondo Pesach, Pesach Shenì, in questa data per chiunque non avesse potuto portare l'offerta un mese prima. Questo giorno rappresenta la seconda chance offerta dalla teshuvà, il ritorno e pentimento sincero. Nelle parole di Rabbi Yosef Yitzchak di Lubavitch: "Il Secondo Pesach significa che non esiste un caso perso".

L'usanza del giorno consiste nel mangiare matzà, se possibile shemurà.

L’opinione della Torà sulla teshuvà, il ritorno, non è solamente il disfare o l’aggiustare un errore del passato.
Il Sign-re desidera e si aspetta da noi che ci rifiutiamo di rassegnarci al decreto dell'esilio, e alla diminuzione del Suo intervento rivelato nelle nostre vite.
Il secondo Pesach dalla prospettiva di un alcolista in cura
Tornando a D-o si ha la forza di trasformare le mancanze del passato in meriti autentici.