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Parshat Devarìm

Parshat Devarìm

Deuteronomio 1:1-3:22

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Deuteronomio 1:1-3:22
Moshè parla per trentasette giorni, ricordando, esortando, criticando, ammonendo e promettendo riguardo la rivelazione al Sinai e i viaggi nel deserto, riguardo le spie, le guerre e le vittorie, riguardo la Terra e cosa significa essre il leader del popolo scelto da D-o.
Il profeta Isaia redarguisce il popolo
Intendevano, cioè, che vivendo nella terra di Canaan sarebbero stati “inghiottiti”: sopraffatti completamente ed assorbiti dalle occupazioni terrene di ogni giorno
Le sue vie sono soavi, tutti i suoi sentieri conducono alla pace
Egli raccoglierà i figli di Israele dispersi in tutti gli angoli della terra, ed essi verranno, pieni di letizia, a condividere l’esultanza di Sion e di Gerusalemme
Shabbat Chazòn
Quelle nazioni diventarono parte della storia mentre noi, ispirati dalla memoria, continuiamo a dire – e vivere – “‘am Israel chai”
L'ammonimento non è quindi un modo per riprendere chi sta sbagliando. È uno strumento per guardare il passato e partire bene per il futuro.
Mosè menziona il peccato in un modo che dia spazio per la comprensione della tremenda, seppur fallita, sfida che era dietro il peccato.