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Parshat Vayeshev

Parshat Vayeshev

Genesi 37:1-40:23

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Commenti di Rashì sulla Parashà
Ma ancora una volta ti dico, in nome del D-o mio creatore, che non ho veduto tuo figlio né l’ho sbranato. In tutta la mia vita nella mia bocca non è entrata carne umana
Hai potuto coprire gli occhi di questo idolo perché non è un D-o. Ma puoi comportarti così anche con il mio D-o i cui occhi sorvolano l’universo intero e che nessuna oscurità riesce ad offuscare?
Questo è il punto in cui si riconosce che il perfezionamento dell’io può diventare un progetto non egoistico ma altruistico.
Yossef riscoprì in se stesso una dignità incrollabile, come un'immensa candela di Hashem constantemente accesa a livello cosmico.
fra le numerose nascite riportate nel libro di Bereshìt, si annoverano quelle dei gemelli di Rivkà e dei gemelli di Tamàr
Quanto a coraggio e virtù, Reuvèn sorpassò Yehudà: riguardo alla sua colpa, anch’egli la ammise davanti a tutti.
L'’irrequietezza dei giovani, il loro spirito di ribellione contro i genitori, gli insegnanti e la società in genere, la loro ricerca di un significato della esistenza.
Interpretato secondo i termini del nostro operato spirituale, il versetto e il commento di Rashì indicano che legare covoni
Serpenti, scorpioni e pensieri…uno spunto sulla parashà