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Parshat Shemòt

Parshat Shemòt

Esodo 1:1-6:1

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Esodo 1:1-6:1
Nascita del leader
Elo-him rappresenta l’assumere una posizione di giustizia, Ha-Va-Ya-H rappresenta un atteggiamento di compassione, e così via.
La domanda degli Ebrei non riguardava solo la redenzione ma anche l’esilio, la schiavitù e la sofferenza: Con quale “nome” si sta comportando il Sign-re durante anni di sofferenza e di fiumi di sangue di migliaia di bambini ebrei?
L’Io fisico è pragmatico per definizione. Quale può essere la fonte della sua perseveranza nell’inseguimento infinito e mai raggiunto del successo sociale?
I nostri Maestri ci rivelano il segreto della sopravvivenza ebraica nel loro commento al primo versetto della Parashà
Commenti del Midrash
Secondo il primo midrash il roveto ardente richiama il grande concetto della pace. Infatti due elementi fisicamente contrastanti vivono in simbiosi: il fuoco e il legno.
Se D-o comunica un messaggio all’uomo con un’immagine, è ovvio che ci deve essere un nesso tra il discorso divino e l’immagine stessa. Il midrash che risponde a tale premessa è quello che si avvicina maggiormente al testo.
D-o prese il mattone, se lo pose davanti e lo tenne a memoria di tutti i tormenti che le madri ebree e i loro figli avevano patito
Il sovrano rimase esterrefatto dall’ardire senza precedenti del bimbo e si consultò subito con i suoi saggi per decidere se quel gesto fosse da considerare un gioco infantile o un cattivo presagio.
La parola “shemòt” in ebraico significa “nomi”. Un nome è composto da due dimensioni:
Il commentatore biblico Ibn Ezra suggerisce due motivi per l’aver messo Moshè nel Nilo:
Mosè ed Aron, perché distogliete il popolo dalle sue attività? Andate alle vostre faccende