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Parshat Mishpatìm

Parshat Mishpatìm

Esodo 21:1- 24:18

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La Torà cerca di colmare il divario tra i vari livelli per assicurare che ci sia sempre un rapporto e un legame tra di essi
Nell’ebraismo tutti sono considerati custodi poiché è come se la Torà e le mitzvòt fossero un pegno datoci in custodia garantendone la continuità nel corso delle generazioni.
La religione ebraica sembra essere ossessionata da dettagli insignificanti: che differenza fa quanta matzà si mangia la sera del seder, quale cucchiaio si usa per il latte e quale per la carne?
Perchè trattare di mishpatìm, “semplici leggi” riguardanti i rapporti tra l’uomo e il suo prossimo?
Ibn Ezra ci spiega: "non vi è cosa più difficile per un uomo di essere nel potere di un altro uomo come lui, per questo si inizia con il diritto dello schiavo".
Ibn Ezra ci spiega: "non vi è cosa più difficile per un uomo di essere nel potere di un altro uomo come lui, per questo si inizia con il diritto dello schiavo".
Maestri si soffermano a lungo sul significato di tale sequenza e si domandano: perché la parte che tratta dei Mishpatim viene subito dopo quella relativa all’Altare?
Se la Torà non ci avesse comandato di osservare questi precetti, da soli non ci avremmo mai pensato.
D-o voleva evitare che gli altri popoli si lamentassero perché non si era offerta la Torà anche a loro
L’uomo è accompagnato lungo la vita, dai precetti, che lo seguono, lo educano, lo indirizzano lungo la via giusta. In questa maniera, la vita diventa piena di significato
Fin dalle sue origini l’ebraismo ha dato un gran valore simbolico ai numeri. La storia della creazione del mondo, con cui si apre il racconto della Genesi, è tutta costruita sul ritmo del sette, finalizzata all’istituzione e alla consacrazione del Sabato
Non è sufficiente compiere queste mitzvòt basandosi unicamente sul loro aspetto razionale, perché la mente umana è soggettiva e può giungere a conclusioni errate.
Ibn Ezra ci spiega: "non vi è cosa più difficile per un uomo di essere nel potere di un altro uomo come lui, per questo si inizia con il diritto dello schiavo".
Le nostre elevate aspirazioni, perfino spirituali, non ci esentano dal rispettare la legge
Lo Shabbàt che precede il capo-mese (Rosh Chodesh) del mese di Adàr si legge il brano originale della Torà nel quale Moshè viene istruito per la prima volta riguardo il mezzo shekel
Dvar Torà di Rav Nazrolai