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Parshat Emor

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Levitico 21:1-24:23

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Levitico 21:1-24:23
Rav Jonathan Sacks
Se l’Onnipotente fosse rimasto completamente e permanentemente nascosto dal mondo fisico, ne sarebbe stato anche completamente assente.
D-o ci chiede di parlare, di instaurare un dialogo, perché tutti abbiamo da imparare da tutti, l’allievo dal maestro e il maestro dall’allievo
La Torà ha scelto di enfatizzare l’educazione dei minori in queste tre leggi al fine di smitizzare l’opinione corrente tra le persone nei confronti dell’educazione
Il fatto di anteporre il lavoro al riposo indica che lo scopo dell’uomo sulla terra non è quello di lasciar passare il tempo senza far nulla, ma di lavorare per il proprio benessere spirituale e materiale
Poi l’ebreo lascia il mondo della preghiera e dello studio per affrontare il mondo materiale, quello in cui si lavora per guadagnarsi di che vivere, ma la Torà lo accompagna sempre durante la giornata, qualunque sia la sua attività
Come può un ebreo peccare?
La ragione è che tutte le condanne della Torà non sono semplicemente punizioni ma vengono date alla persona per il suo bene per purificare l’anima
o Shabbat che in ebraico, non a caso, è un nome femminile, è l’elemento centrale verso il quale convergono i sei giorni
L’affermazione imperativa “Parla!” sembra contrastare l’idea dei Saggi di non parlare troppo, come “Parla poco ma fai molto”, o “la miglior cosa per una persona è il silenzio”, e così via.
Enfatizzando le qualità altrui se ne incoraggerà l’espressività e l’interessato si renderà conto del potenziale di cui è dotato. Poi, in privato, l’erudito potrà con tatto e gentilezza fargli osservazione riguardo alle sue mancanze.
ci sono aspetti nella vita che dipendono dal nostro impegno. Ogni persona arriva a mete spirituali a seconda del percorso interiore da lui intrapreso.
Ogni festa segna una tappa del nostro viaggio attraverso il tempo per il quale il nostro Padre, che ci ha accompagnati nei nostri primi passi quale popolo