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L’ebraismo è tutto basato sul legame diretto tra l’uomo e D-o.

Abbiamo Bisogno di Intermediari?

Abbiamo Bisogno di Intermediari?

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Domanda: Ho sempre avuto l’impressione che l’ebraismo creda fermamente che non ci sono intermediari tra l’uomo e D-o, e pregare ai defunti è blasfema proibito dalla Torà. Se è così, perché è lecito chiedere una benedizione dal Rebbe?

Risposta: Si, in effetti le usanze ebraiche ci lasciano spesso perplessi. L’ebraismo è tutto basato sul legame diretto tra l’uomo e D-o. L’intermediario tra D-o e l’uomo è una forma d’idolatria. Eppure è sempre stata abitudine in tutte le comunità, di andare da un Tzadik per chiedere una benedizione o per consigliarsi.

Vediamo che il popolo ebraico ha chiesto a Mosè di intercedere molte volte ed egli accettò la richiesta, se ciò fosse stato problematico D-o non avrebbe mai accettato di avere un intermediario come Mosè, tra Lui e il popolo.

Anche per ciò che riguarda le preghiere sulle tombe dei giusti vediamo che ad es. Kalev quando entrò in terra d’Israele andò a pregare sulla tomba dei patriarchi, e sappiamo che fino ad oggi molto spesso si va sulle tombe dei vari giusti a pregare. Perché allora questo non è considerato “implorare ai defunti?”

Perché andare a chiedere una benedizione ad un Tzadik, vivo o morto che sia, per intercedere in nostro favore non è considerata del popolo è quindi il dolore di tutti, se dunque un ebreo va da un altro per chiedere aiuto è come se un dito chiedesse aiuto alla testa per aiutarlo.

Quando l’ebreo chiede a D-o per un suo fratello è quindi come se chiedesse per se stesso, dato che sente la sofferenza dell’altro come se fosse la sua. Andare a pregare su una tomba non significa implorare il defunto, questo sarebbe un grande peccato proibito dalla Torà stessa, così come pregare al tzaddik stesso sarebbe un peccato di idolatria. Il senso è invece quello di chiedere al defunto o al Tzaddik di andare dinanzi a D-o a chiedere per noi, avendo lui un merito più grande del nostro e aumentando quindi le probabilità che le richieste vengano esaudite.

Quando si va dal Tadik a chiedere una beracha è come quando il kohen benedice il popolo, non è il Kohen stesso che benedice ma è D-o che benedice tramite lui, essendo lui di un livello spirituale superiore. Lo zohar spiega che essere legati ad un tzaddik è di vitale importanza per l’anima di ogni singolo ebreo, poiché il tzadik è colui che mostra la via più diretta per legarsi a D-o, proprio come faceva il Rebbe portando la luce della Torà agli ebrei più disparati, e mostrando loro la bellezza della Torà e l’importanza delle mitzvot, facendoli così avvicinare al loro Creatore.

Di Rav Tzvi Freeman per gentile concessione di Chabad.org

Da Pensieri di Torà, una pubblicazione settimanale pubblicata da Chabad a Viale Libia Roma
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