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Il leitmotiv del Rebbe in base al quale ogni ebreo, ogni persona e ogni azione sono pregni di valore cosmico si contrappone all’eterno broncio sospettoso dello sfiduciato incurabile.
Sottolineo questo particolare in quanto all’epoca l’identità ebraica costitutiva un dettaglio di una certa rilevanza per i gentili: per loro era molto importante sapere se un cittadino americano fosse ebreo o meno.
È vero che non siamo mai stati molto osservanti, – disse il padre – ma non avremmo mai immaginato, che le cose arrivassero a questo punto.
Il Rebbe divenne molto serio: “Ha sentito cosa ho detto?
Il ragazzo sapeva che presto avrebbe celebrato il suo bar-mitzvà ma non sapeva assolutamente di cosa si trattasse.
Il Rebbe ci consigliava di verificare lo stato delle nostre mezuzòt, cosa che ci parve alquanto strana, essendo esse di buona qualità ed essendo state in ogni caso quasi tutte controllate di recente da un sofèr competente
Quella stessa sera, poco dopo che ero rientrato in albergo, qualcuno bussò alla porta della mia stanza: era il giovane prete della conferenza.
ragazzo di dodici anni, portava una kippà. I suoi vestiti e le sue scarpe erano terribilmente consumati e rovinati. Era evidente che, come tutti gli altri, aveva perso tutta la sua famiglia. Rav Boyer gli tese un biglietto da dieci dollari
Alcuni bambini erano tanto tristi e depressi che rifiutavano il cibo. Allora lui li prendeva sulle ginocchia, raccontava loro storie, cantava canzoni e imboccava loro il cibo.