Questo è il motivo per cui questo mondo e con tutto ciò che contiene, è detto il mondo delle qelipòt e della sitrà ahrà. Ed è perciò che tutte le cose profane sono gravi e peccaminose1 e gli uomini malvagi prevalgono in esse, come è spiegato nell' 'Etz Hayyìm, Parte 42, fine

cap. 4. (Nota: Di certo, in esso [nel mondo] sono contenute le Dieci Sefiròt dell' Azione che sono partecipi della santità, come è scritto nell’Etz Hayyìm, Parte 43; ed entro queste Dieci Sefiròt dell'Azione ci sono le Dieci Sefiròt della Creazione, ed in esse le Dieci Sefiròt dell'Emanazione, in cui dimora la luce del benedetto En Sof. Ed avviene così che la luce del Benedetto En Sof pervade questo nostro basso mondo, in quanto esso è vestito delle Dieci Sefiròt dei Quattro Mondi, ossia dei mondi dell'Emanazione, della Creazione, della Formazione e dell'Azione, come è spiegato nel!' 'Etz Hayyìm, Parte 47, cap. 2, e nel Sefer ha-Ghilgulìm, cap. 20.

Tuttavia, le qelipòt sono suddivise in due gradi, uno più basso dell'altro. Il più basso consiste delle tre qelipòt che sono completamente impure e soggette al peccato e non contengono in genere alcunchè di buono. Nella [descrizione] del “cocchio”esse sono chiamate dal profeta Ezechiele “vento di tempesta” e “grande nube”2 ecc. Da esse sono inflenzate e derivano le anime dei popoli pagani, nonchè l’esistenza dei loro corpi, ed anche le anime di tutti gli animali che sono impure e di cui è proibito cibarsi,3 nonchè l'esistenza dei loro corpi, ed infine l'esistenza e la forza vitale di ogni cibo proibito del regno vegetale, come l' 'orlà4 ed [il frutto delle] vigne [piantate] con specie eterogenee,5 ecc., come spiegato nell' 'Etz Hayyìm, Parte 49, capitolo 6; e lo stesso vale per l'esistenza e l'efficacia di ogni azione, ogni espressione ed ogni pensiero che contravvenga alle 365 proibizioni ed a ciò che da loro deriva, come è spiegato nella medesima opera, alla fine del cap. 5 della Parte citata.

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