Purim è la forma plurale di “Pur- sorteggio”. Hamàn ne effettuò tre: il primo per scegliere il giorno della settimana, il secondo per il mese ed il terzo per la data. La prima consultazione appare superflua: una volta indicati il giorno ed il mese è ovvio che il giorno della settimana sarebbe automaticamente emerso. Perchè Hamàn sentiva la necessità di procedere al primo sorteggio?

Gli orologi della natura: Il calendario ebraico è sia solare che lunare. Apparentemente, non vi è alcun nesso tra i due sistemi. Ad esempio, se in un anno una determinata data cade di Shabbàt, nell’anno seguente può essere un lunedì. La luna definisce i mesi (di 29 giorni e mezzo), mentre il sole istituisce la data e la settimana. Ciò risponde al quesito di cui sopra: Hamàn doveva ancorarsi ad un punto fisso, quale è la settimana, costituita immutabilmente da sette tramonti e sette albe. I due astri hanno nature diverse e non sono sincronizzati, ma creati non a caso da D-o e noi, quindi, dobbiamo integrarli entrambi contemporaneamente nella nostra vita. La caratteristica della luna è l’irregolarità delle sue diverse fasi mentre quella del sole è la stabilità. L’uomo si muove in funzione dei ritmi scanditi dai due elementi. La luna rappresenta l’aspetto variabile della vita, la nostra propensione al cambiamento. Il sole, invece, rappresenta l’inalterabilità, tipica delle leggi della Storia.

Il tempo ebraico: La storia ebraica appartiene esclusivamente all’elemento lunare, segnata da ascensioni e declini, da apparenti sconfitte e da gloriose rinascite, una storia, insomma, che sfida tutte le regole della realtà. Al fine di raggiungere il suo macabro obiettivo, per il primo sorteggio Hamàn mirò all’elemento fisso del sole in quanto convinto che, secondo le norme della natura, una civiltà lontana dalla sua terra non può sopravvivere. Solo dopo questa incrollabile evidenza, avrebbe preso il rischio di sfidare la nazione ebraica nel proprio campo: il tempo lunare. Egli credeva, infatti, che Adàr fosse il nostro mese sfortunato e la certezza procuratagli dal sole lo rese prepotentemente sicuro. Ma ciò non avvenne. Eppure, solo nell’ambito lunare avrebbe avuto qualche probalilità di successo: poteva annullarci proprio in un momento di debolezza del nostro ciclo oscillatorio. Tuttavia, Hamàn ignorava che esiste un sole superiore a quello da lui conosciuto, un sole che trascende la storia, una legge che stabilisce: “Qualsiasi siano le circostanze, sono i Miei figli”, che ”È impossibile per Me cambiarli per un altro popolo”, che al di là delle vacillazioni del nostro viaggio lunare attraverso le epoche, esiste una costante solare che oltrepassa tutte le altre costanti solari: il legame eterno e immutabile tra Hashèm ed il suo popolo.

Tratto da un discorso del Rebbe di Lubavitch.