Kol Nidré
In breve: Il servizio di Kol Nidré consiste nell’apertura della Arca e, dopo averne estratto i rotoli della Torà, recitare la preghiera (Kol Nidré) e quindi riporre la Torà nell’Arca.

Kol Nidré, la preghiera che apre in santo giorno di Kipur, probabilmente è la più famosa della liturgia. Per ironia, non si tratta realmente di una preghiera, quanto piuttosto di una dichiarazione.

Kol Nidré con promesse, voti e altri impegni verbali comunemente presi nel corso dell’anno. La Torà chiede di riflettere seriamente sulle parole che si pronunciano e non tenere fede a un voto è considerata una colpa grave.

Kol Nidré, che significa Tutti i voti, annulla in precedenza ogni possibile impegno, di qualsiasi natura, che una persona prenda. Si dichiara in anticipo che i futuri voti e le promesse non sono valide e ci assicura, così, che i voti siano "assolti, rimessi, cancellati, dichiarati non validi, non aventi valore effettivo".

Nel giorno di Kipur quando l‘essenza dell’anima è completamente rivelata, noi esprimiamo la nostra reale attitudine nei confronti delle imperfezioni in cui può incorrere il nostro cammino nell’anno a venire. Esse sono dichiarate prive di significato.

Preghiera della Sera
In breve: La preghiera della sera consiste nella recitazione della Kaddish breve, lo Shema’, la ‘Amida e la preghiera conclusiva.

Il Giorno di Yom Kipur
In breve: la preghiera del mattino consiste nella recitazione di ciò che segue: la preghiera del mattino, lo Shema’, la ‘Amida, la lettura della Torà, Yizkor, Musaf, la benedizione sacerdotale.

La Lettura della Torà
La Lettura della Torà riguarda il solenne servizio svolto nel Santuario durante il giorno di Kipur dal Sommo Sacerdote stesso. Questo era l’unico giorno dell’anno in cui gli era permesso entrare nel Santo dei Santi per offrire l’incenso e pregare in nome di tutto il popolo ebraico.

Yizkor
Il servizio di Yizkor viene recitato da coloro che hanno perso uno o entrambi i genitori. Yizkor è più di un servizio dedicato al ricordo, ma è piuttosto il momento per i parenti di coloro che sono mancati, per unirsi a un livello molto profondo con le anime dei loro amati; la tradizione vuole che durante Yizkor le anime di coloro che sono mancati discendano dai cieli e si ricongiungano con i parenti stretti.

Musaf
In breve: Il servizio di Musaf consiste nella recitazione della ‘Amidà, la ripetizione da parte del chazan della ‘Amidà, la avodà, del servizio di Yom Kipur nel Santuario e la benedizione sacerdotale.

Benedizione Sacerdotale
I cohanim, discendenti di Aharon, il Sommo Sacerdote, hanno ricevuto il comando di benedire il popolo ebraico con una tripla benedizione.

È uso che ciò avvenga durante Musaf nei giorni festivi. Per prepararsi alla benedizione essi si tolgono le scarpe e i Leviim fanno loro il lavaggio rituale delle mani, poi si avviano alla parete orientale della Sinagoga.

Durante la benedizione non si guardano direttamente i Cohanim, su di loro discende direttamente la Presenza Divina. È uso che gli uomini si coprano gli occhi con lo scialle di preghiera, mentre le donne chinino il volto sul libro di preghiere.

Dopo la benedizione è uso ringraziare i Cohanim con la formula: Yishar Koach.

Preghiera del Pomeriggio
In breve: La preghiera del pomeriggio consiste nella lettura della Torà, la ‘Amidà, la ripetizione da parte del chazan della ‘Amidà, la recitazione di Avinu Malkenu (Nostro Padre, Nostro Re).

La lettura della Torà
La lettura della Torà parla della purità della vita ebraica. La Torà mette in guardia dal seguire le vie immorali degli egizi e dei Cananei.

La Haftarà
Si legge l’intero Libro di Giona, che contiene un messaggio senza tempo in merito all’importanza del pentimento e della preghiera. Se il peccato può essere la causa per cui la terra rigetti i suoi abitanti, il pentimento causò in primo luogo che il pesce restituì Giona e sulla terraferma egli ritornò a vivere. Non si deve mai disperare: la preghiera e il pentimento scacciano le tenebre e portano la luce, conducono dalle ombre della morte ad una nuova vita.

Neilà, il Servizio Conclusivo
In breve: il Servizio Conclusivo consiste in una preghiera di apertura, la ‘Amidà, la ripetizione da parte del chazan della ‘Amidà, Avinu Malkenu (Nostro Padre, Nostro Re), la dichiarazione di fede e il suono dello Shofar e la preghiera conclusiva.

Neilà significa "chiusura delle porte". Come il giorno di Kipur volge al termine e il nostro futuro è stato siglato, noi ci volgiamo a D-o perché accetti i.l nostro sincero pentimento e le nuove risoluzioni e ci iscriva nel Libro della Vota, garantendoci un nuovo anno colmo di gioia e felicità.

L’Arca Santa rimane aperta durante l’intera recitazione della Neila.

Preghiera Conclusiva
Il punto culminante del servizio, il momento più carico emotivamente è quando pronunciamo i versetti che proclamano D-o come nostro D-o, tutti insieme.

È scritto che quando recitiamo il primo dei tre versetti, Shema’, ciascun ebreo deve avere l’intenzione di dare la propria anima per la santificazione del nome di D-o, questa intenzione viene considerata al pari di un dato di fatto: come se noi avessimo già retto la prova di santificare il Nome Divino.