A Moshè vengono insegnate le norme della mucca rossa, le cui ceneri vengono usate per purificare una persona che è stata contaminata da un corpo morto.

Dopo quarant’anni di cammino, il popolo d’Israele giunge nel deserto di Tzin. Miriam muore e il popolo ha sete. Il Sign-re ordina a Moshè di parlare ad una roccia e di comandarle di far uscire l’acqua. Moshè si irrita con gli Israeliti ribelli e colpisce la roccia. L’acqua esce dalla roccia ma il Sign-re dice a Moshè che né lui né Aharòn entreranno nella Terra Promessa.

Aharòn muore ed il figlio Elazàr diventa Kohen Gadòl al suo posto. Dei serpenti velenosi attaccano il campo degli Israeliti come punizione per aver “parlato contro il Sign-re e contro Moshè”; il Sign-re allora comanda a Moshè di mettere un serpente di ottone su di un palo alto e chiunque guarderà verso il cielo guarirà. Il popolo intona un canto in onore dell’acqua che viene miracolosamente fornita loro nel deserto.

Moshè guida il popolo nelle guerre contro i re degli Emoriti (Sichòn ed Og) che non vogliono lasciar passare il popolo nel loro territorio, e conquista i loro paesi, ad est rispetto al fiume Yarden.

Balak, il re di Moàv, incarica il profeta Bilàm di maledire il popolo d’Israele. Lungo il cammino, Bilàm viene rimproverato dal suo asino che, prima di lui, si accorge della presenza di un angelo Divino inviato per bloccargli il passaggio. Bilàm tenta di maledire il popolo ben tre volte da tre punti diversi ma, ogni volta, invece che maledizioni dalla sua bocca escono benedizioni. Bilàm profetizza anche riguardo l’arrivo del Mashiach.

Il popolo si lascia ammaliare dalle figlie di Moàv e alcuni arrivano ad adorare l’idolo Peòr. Quando un Israelita importante porta una principessa midianita nella sua tenda, Pinchas li uccide entrambi, interrompendo la piaga che stava facendo strage tra il popolo.