La lettura della Torà di Shemini Atzeret in breve
Deuteronomio 14:22-16:17; Numeri 29:35
Un decimo di tutti i prodotti agricoli deve essere consumato a Gerusalemme, oppure scambiato in denaro con cui acquistare cibo da mangiare lì. Alcuni anni, questa decima viene invece destinata ai poveri. I primogeniti del bestiame bovino e ovino devono essere offerti nel Tempio, e la loro carne viene consumata dal kohèn (sacerdote).
La mitzvà della carità obbliga un ebreo ad aiutare il prossimo bisognoso, sia con un dono che con un prestito. Durante l’anno sabbatico (che avviene ogni sette anni), tutti i debiti devono essere condonati. Tutti i servi a contratto devono essere liberati dopo sei anni di servizio.
La parashà menziona poi le leggi delle tre feste di pellegrinaggio — Pesach, Shavuòt e Sukkòt — durante le quali tutti devono "vedere e farsi vedere" davanti a D-o nel Santo Tempio.
D-o dichiara che l’ottavo giorno sarà la festa di Shemini Atzeret. In quel giorno si offre un toro, insieme a un montone e sette agnelli. Con ciascun animale si portano le offerte prescritte di farina, vino e olio: tre decimi di efà di farina fine e mezzo hin di vino e olio per ogni toro; due decimi di efà di farina e un terzo di hin di ciascuno dei liquidi per ogni montone; e rispettivamente un decimo di farina e un quarto di hin per ogni agnello.
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