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La Mitzvà del Giorno

Giorno 319: Precetto negativo 280; Precetto positivo 177; Precetto negativo 276, 274

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Mitzvà negativa 280
Traviare la giustizia contro un orfano o un convertito

"Non travierai la giustiza di uno straniero o di un orfano"—Deuteronomio 24:17.

A un giudice è proibito dare una sentenza illecitamente contro un covertito o un orfano, approfittando della loro debolezza.

Nonostante sia proibito traviare la giustizia senza distinzioni, un giudice che lo fa nel caso di un convertito o un orfano trasgredisce anche questo divieto.

Mitzvà positiva 177
Trattare querelanti in modo uguale

"Con rettitudine, giudicherai il tuo vicino"—Levitico 19:15.

Il giudice che si occupa di un caso ha l'obbligo di trattare entrambi i querelanti in modo equo, dando ad ognuno l'opportunità di parlare, sia che parlino brevemente o a lungo.

Incluso in questa mitzvà è l'obbligo che un giudice abilitato ed esperto dei codici legali della Torà, di emettere una sentenza. Quest'obbligo vige non appena i due querelanti presentano le loro argomentazioni davanti a lui.

Un altro aspetto di questa mitzvà è che ogni persona ha l'obbligo di dare il beneficio del dubbio al suo prossimo, e, quando le circostanze lo permettono, di interpretare le azioni o le parole del suo prossimo in modo favorevole.

Mitzvà negativa 276
Giustizia senza paura

"Non avrai paura davanti a nessun uomo"—Deuteronomio 1:17.

Un giudice non può avere timore di una persona malvagia e pericolosa, ne può emettere una sentenza a suo favore perché teme che egli si vendichi contro di lui. Come è scritto nel Midrash, "Forse dirai, 'ho paura di quell'individuo, poiché forse ucciderà mio figlio, metterà a fuoco il mio granaio o distruggerà il mio raccolto', perciò la Torà dice, 'Non avrai paura davanti a nessun uomo!'"

Mitzvà negativa 274
Corruzione

"E non prenderai nessuna tangente"—Esodo 23:8.

Un giudice non può accettare un regalo da ambedue le parti di un caso che sta giudicando, anche se il dono gli viene dato a condizione che giudichi in modo giusto; ovvero, gli viene detto chiaramente che chi da il regalo non vuole ricevere nessuna preferenza.

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