"Padri non verranno messi a morte per via dei loro figli; ne figli verranno messi a morte per causa dei loro padri."—Deuteronomio 24:16.
Un giudice non può accettare la testimonianza di un parente prossimo di un imputato, che sia in sua difesa o contro.
Questa legge vale per tutti i casi, di pena capitale o di questioni economiche, e include tutti i parenti prossimi. Il verso cita proprio un caso di pena di morte e la testimonianza di un padre, per mostrare l'entità di questa mitzvà. Poiché la Torà proibisce che venga accettata la testimonianza di un padre, contro suo figlio, o vice versa, nel caso di pena di morte, anche se si presuppone che essia sia credibile.
Questa mitzvà è un decreto di D-o che non possiamo comprendere.