ב"ה

La Mitzvà del Giorno

Giorno 286: Precetto positivo 196; Precetto negativo 233; Precetto positivo 234, 233; Precetto negativo 261

Mostra il testo in:

Mitzvà Positiva 196
Regali per il servo emancipato

"Sicuramente gli darai dal tuo gregge, dalla tua trebbia, e dal tuo mastello, gli darai da ciò che D-o, il tuo D-o, ti ha benedetto"—Deuteronomio 15:14.

Quando un servo ebreo viene rilasciato, è mitzvà dargli (o lei), regali per aiutarlo nel suo nuovo percorso come una persona libera. Non possiamo lasciarlo andare a mani vuote.

Mitzvà negativa 233
Regali a un servo ebreo

"Quando lo mandi via libero, non lo lascerai andare via a mani vuote"—Deuteronomio 15:13.

Quando un servo viene congedato dopo sei anni di lavoro, al suo padrone è vietato lasciarlo andare a mani vuote. Piuttosto, è tenuto a dargli regali.

Mitzvà Positiva 234
L'emancipazione di una serva ebrea

"Egli le deve permettere di essere emancipata"—Esodo 21:8.

Una persona che acquisice una serva ebra deve permettere la sua emancipazione secondo i vari metodi stabiliti dalla Torà.

Mitzvà Positiva 233
Sposare una domestica ebrea

"Se non l'ha designata [per se stesso], allora renderà possibile la sua emancipazione"—Esodo 21:8.

Il padrone di una ancella ebrea ha una mitzvà non vincolante di sposarla, se lei è d'accordo, o di farla sposare a suo figlio. Questa mitzvà ha la precedenza su quella dell'obbligo del padrone di permettere l'emancipazione della domestica.

Questa mitzvà, e tutte le mitzvòt inerenti a servi ebrei, è in vigore solamente quando il Yovel, Giubileo, viene osservato in Eretz Yisrael.

Mitzvà negativa 261
Rivendere una serva ebrea

"Egli non avrà nessun potere di venderla"—Esodo 21:8.

Colui che acquisice una serva ebrea non ha il potere di venderla a un'altro padrone.

Questa pagina contiene testi sacri, per favore trattala con rispetto.