Nel caso dell'uomo "medio", invece, poichè la sostanza e l'essenza dell'anima vitale animale - la quale deriva dalla sitrà ahrà e si veste della sua carne e del suo sangue - non è stata trasformata in bene, è essa che costituisce l'individuo stesso. E perciò egli è lontano da D-o quanto più si può essere lontani, poichè l'attrazione che il piacere esercita sulla sua anima animale, può spingerlo anche a desiderare cose proibite, che sono contrarie alla Sua benedetta Volontà, anche se egli non si propone di soddisfare effettivamente tali desideri, D-o ci scampi; e tuttavia essi non sono veramente disprezzati da lui, come dagli tzaddiqìm, secondo quanto è spiegato più sopra (v. capitolo 12).
In ciò egli è peggiore, e più ripugnante ed abominevole, degli animali impuri, degli insetti e dei rettili, come è accennato più sopra1 e come sta scritto: "Ma io sono un verme, non un 9 uomo”2, ecc. ( Perfino durante la preghiera, quando l'anima divina prende forza entro all'uomo e stimola il suo amore di D-o, questo non è tuttavia completamente genuino, poichè è transitorio e cessa dopo la preghiera, come è stato discusso in precedenza, alla fine del cap. 14).
Tanto più se l'uomo richiama alla mente come ha contaminato la propria anima coi peccati della gioventù ed ha procurato delle macchie ai mondi superiori - dove ogni cosa è senza tempo, e quindi è come se egli avesse causato questa macchia e questa contaminazione oggi stesso, D-o ne scampi. Ed anche se egli si è già pentito sinceramente, tuttavia per il pentimento l'essenziale è [ciò che c'è] nel cuore e nel cuore ci sono molti livelli e distinzioni: tutto dipende quindi da quale tipo d'uomo egli è, ed anche dal tempo e dal luogo, come è noto a chi ha conoscenze [in questo campo].
Di conseguenza, se ora, mentre egli scruta in se stesso, egli vede che "la luce dell'anima non penetra in lui", è evidente che il suo pentimento non è stato oggi accettato e che i suoi peccati [ancora] lo separano da D-o; oppure che se vuole che egli si innalzi ad un livello più sublime di "più perfetto pentimento" che giunga più profondamente dal cuore. Per questo Re Davide disse: "Ed i miei peccati stanno sempre dinanzi a me".3
אֲבָל בַּבֵּינוֹנִי, מֵאַחַר שֶׁמַּהוּתָהּ וְעַצְמוּתָהּ שֶׁל נֶפֶשׁ הַחִיּוּנִית הַבַּהֲמִית שֶׁמִּסִּטְרָא אָחֳרָא, הַמְלוּבֶּשֶׁת בְּדָמוֹ וּבְשָׂרוֹ, לֹא נֶהְפַּךְ לְטוֹב – הֲרֵי הִיא הִיא הָאָדָם עַצְמוֹ.