La Torà vieta mangiare e bere nel giorno di Kippùr; in seguito i saggi proibirono qualsiasi forma di godimento e di piacere. In pratica a Kippùr sono vietate cinque cose, oltre a tutti i divieti vigenti di Shabbàt:

- mangiare e bere (già vietato dalla Torà);
- spalmare creme;
- lavarsi;
- calzare scarpe di cuoio o di pelle;
- avere rapporti intimi.

Yom Kippùr, la ricorrenza più sacra e solenne del calendario ebraico nella quale siamo più vicini al Sign-re, è dedicata alla preghiera e all’introspezione. Inizia alla sera con Kol Nidrei-Kol Hanedarìm e arvìt; l'indomani mattina prosegue con la tefillà di shachrìt che ocmprende la lettura del Sefer Torà, Yizkor, Mussàf e la Birkàt Kohanim, la Benedizione Sacerdotale. Nella tefillà pomeridiana di minchà viene incorporata la lettura del Sefer Torà e della haftarà di Giona. La preghiera conclusiva si chiama Neillà-chiusura, quando le Porte del Cielo vengono chiuse e al termine della quale si suona lo Shofàr. Dopo arvìt e la recitazione della Havadalà si può rompere il digiuno.