Shelach
Avevo l’impressione che “porgere l’altra guancia” ai propri nemici non fosse un approccio ebraico. Tuttavia recentemente un amico mi ha fatto notare il verso citato nel Libro di Lamentazioni 3:30: “Lascia che egli offra la sua guancia a chi lo colpisce; lascia che egli sia pieno di riprovazione”.
Prima di intraprendere un lavoro tutto può sembrare difficile, ma mano a mano che si procede ci si rende conto che, con l’aiuto di D-o, è possibile ottenere risultati
Voi non siete né disabili né infermi, siete delle persone speciali e uniche e possedete delle potenzialità che nessun altro possiede
Ci sono vesti che indossiamo per trasmettere l’immagine del ruolo che rivestiamo, o che vogliamo rivestire, nella società (re, dottore, poliziotto…) e che nascondono l’individuo, esse sono come una maschera.
Ritorni felici: Due fiumi ti portano a casa: uno scorre con lacrime amare di rimorso mentre l’altro con dolci lacrime di gioia. Per la maggior parte della storia, il viaggio principale era quello amaro. Poichè solo dopo che sei impregnato in quelle acque, puoi alzarti ed abbracciare il tuo D-o con gioia.
Tuttavia ora abbiamo patito sofferenze oltre misura. Ciò che il nostro popolo ha sofferto in paesi attraverso l’oceano ha purificato ogni macchia e sbiancato ogni veste delle nostre anime, purificandoci ed innalzandoci verso l’alto.
La notte è passata. È il pomeriggio prima di Shabbat.
Abbiamo pianto abbastanza lacrime amare. Ora è il momento di tornare con gioia.
Adattato dalle parole del Rebbe di Lubavitch da Tzvi Freeman. Fonti: Margela B’Fuma D’Rava 5746, benedizione della Vigilia di Yom Kippur 5750
