Vayishlach
I targumìm (le traduzioni interpretative aramaiche) e gran parte dei classici ebraici spiegano “i suoi giorni saranno cento e venti anni”
Il confronto tra Ya'acòv ed Esav, il viaggio verso Seir, il rapimento di Dina, il peccato di Reuven e gli otti re d'Edom
Il mondo con tutti i suoi agi, i palazzi e le ricche dimore, così come ogni bene terreno non è che una “tenda” eretta durante il viaggio della vita, per dormire una notte o riposare alcuni giorni
Ritorni felici: Due fiumi ti portano a casa: uno scorre con lacrime amare di rimorso mentre l’altro con dolci lacrime di gioia. Per la maggior parte della storia, il viaggio principale era quello amaro. Poichè solo dopo che sei impregnato in quelle acque, puoi alzarti ed abbracciare il tuo D-o con gioia.
Tuttavia ora abbiamo patito sofferenze oltre misura. Ciò che il nostro popolo ha sofferto in paesi attraverso l’oceano ha purificato ogni macchia e sbiancato ogni veste delle nostre anime, purificandoci ed innalzandoci verso l’alto.
La notte è passata. È il pomeriggio prima di Shabbat.
Abbiamo pianto abbastanza lacrime amare. Ora è il momento di tornare con gioia.
Adattato dalle parole del Rebbe di Lubavitch da Tzvi Freeman. Fonti: Margela B’Fuma D’Rava 5746, benedizione della Vigilia di Yom Kippur 5750