Al fine di permetterci di cucinare di Mo’ed per Shabbat (di regola è permesso cucinare di Mo’ed solo per il giorno stesso), è necessario fare l'eruv tavshilin, la vigilia della festa.

Si prendono due cibi cotti di almeno 30 g. ciascuno (di solito un pane intero o una matzà di Pesach ed un’altra pietanza come un uovo sodo, pesce, ecc.) e si recita la benedizione con la formula scritta nel Siddùr (riportata qui sotto). Questi cibi dovranno essere poi consumati di Shabbat.

Ognuno è tenuto a fare l’Eruv a casa propria prima dell’accensione delle candele.

Si alza l’Eruv (i due cibi) e si recita la berachà seguente:

BARUCH ATA ADONA-I ELO-HENU MELECH HAOLAM ASCER KIDESCIANU BEMITZVOTAV VETZIVANU AL MITZVAT ERUV.

Dopo aver recitato la berachà si pronuncia il brano in aramaico o la traduzione in italiano:

CON QUESTO CI È PERMESSO CUCINARE, ACCENDERE* E FARE TUTTO IL NECESSARIO PER LO SHABBAT.

*Si intende accendere un fuoco da un fuoco già acceso da prima della festa, visto che durante la festa non si può creare un fuoco nuovo.

N.B. Anche se l'Eruv ci permette di cucinare di venerdì per lo Shabbàt, è bene che la cottura ecc. non si concluda appena prima dell'entrata dello Shabbàt. (La halachà definisce il tempo in questa maniera: il tempo di mettersi a tavola e consumare un pasto dalle pietanze appena preparate, prima ancora dell'entrata dello Shabbàt).