| Kadèsh - Kiddush |
| Si versa il vino nel bicchiere e si recita il Kiddùsh, con l’intenzione di far adempiere all’obbligo tutti i convitati, che rispondono amèn.
Se sono in grado di leggere sarebbe opportuno che anch’essi recitino il Kiddùsh. In ogni caso non si risponde Barùch Hu uvarùch Shemò dopo aver sentito il nome di D-o. Quando Yom Yov cade di Shabbàt si inizia a leggere il Kiddùsh da questo brano: |
| Salmo di Davìd. Hashèm è mio pastore nulla mi manca. Su verdi prati mi farà riposare; su acque tranquille mi guiderà. La mia anima ristorerà, mi condurrà per sentieri retti, in grazia del suo nome. Anche se dovessi andare nella valle dell’ombra della morte, non temerò il male, perché Tu sei con me, la tua verga e il tuo bastone mi danno conforto. Hai apparecchiato davanti a me la mensa, a dispetto dei miei nemici; Hai unto con l’olio il mio capo il mio calice hai fatto traboccare. La tua bontà e la carità mi seguiranno tutti i giorni della mia vita, e io soggiornerò nella casa di Hashèm per lunghi anni.
In seguito si dice: |
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Se Pesach cade in un giorno feriale, si inizia a recitare da questo punto: Queste sono le festività di Hashèm, convocazioni sacre, che convocherete a loro tempo. E parlò Moshé delle festività di Hashèm ai figli di Israele. La notte dell'osservanza è questa per Hashèm in cui fece uscire dalla terra d'Egitto. la notte questa per Hashèm, di osservanza per tutti i figli di Israele, nelle loro generazioni. Chi recita il Kiddùsh dice: Signori siete d’accordo?I presenti rispondono: Si, per la vita! Benedetto Tu Hashèm, nostro D-o Re del mondo creatore del frutto della vite. I presenti rispondono: Amèn
I presenti rispondono: Amèn. |
| Se Yom Tov cade all’uscita di Shabbàt si aggiungono le due berachòt seguenti prima di quella di shehecheyànu, con la candela della Havdala accesa.
Benedetto Tu Hashèm nostro D-o, Re del mondo, che crea le luci del fuoco. Benedetto Tu Hashèm nostro D-o, Re del mondo, che distingue tra sacro e profano, e tra luce e tenebra, e tra Israèl e i popoli, e tra il giorno settimo e i sei giorni lavorativi, tra la santità di Shabbàt e la santità di Yom Tov hai separato, e il giorno settimo rispetto ai sei giorni lavorativi hai santificato e hai separato e hai santificato il tuo popolo Israèl nella tua santità. Benedetto Tu Hashèm, che distingue tra sacro e sacro. Benedetto Tu Hashèm, nostro D-o, Re del mondo, che ha fatto vivere, ha mantenuto in vita e ha fatto arrivare a questo momento. |
| Si deve bere il primo bicchiere di vino adagiati sul lato sinistro, in segno di libertà, cercando di consumarne almeno un reviìt, ossia circa 87 grammi. |
| Urchàtz |
| Si lavano le mani come per la Netilàt Yadàyim abituale, ossia versando lacqua di un recipiente per tre volte su ogni mano, a partire dalla destra. Si fa però attenzione a non recitare la benedizione. |
| Karpàs |
| Si intinge del sedano, o altra verdura, a seconda delle usanze, in acqua salata o in aceto. Quando si recita questa berachà, è necessario pensare anche al maròr che si mangerà in seguito, in modo da non doverla ripetere. Occorre fare attenzione a non mangiarne più di venti grammi, perché potrebbe nascere il dubbio di dover recitare la berachà finale. Ci si limita quindi a mangiarne una piccola quantità. |
| Benedetto Tu Hashèm, nostro D-o, Re del mondo, che ha creato il frutto della terra.. |
| Yachàtz |
| Si prende la matzà centrale, che è chiamata Levì, rispetto a quella superiore chiamata Cohèn e a quella inferiore, Israèl, in riferimento alle tre categorie del popolo ebraico. La si spezza in due parti disuguali: quella più grande viene messa da parte per l’Afikomàn, mentre la più piccola viene riposta. |
| Magghìd |
| Si usa sollevare la kearà e farla roteare sulla testa dei convitati dicendo he lachmà aniyà. Alcuni usano recitare questa frase tre volte:
Precipitosamente uscimmo dall’Egitto. Alcuni usano recitare anche questa frase tre volte: Ieri eravamo schiavi, oggi siamo liberi. Oggi siamo qui, l’anno prossimo in terra di Israele liberi. Si legge la Haggadà con gioia e trasporto, cercando di arricchirla il più possibile con commenti, spiegazioni e racconti di midrashìm. |
| È questo il pane della miseria di cui si cibarono i nostri padri in terra d’Egitto. Chiunque abbia fame venga a mangiare; chiunque sia bisognoso venga a celebrare; quest’anno qui, l’anno venturo in terra di Israele; quest’anno da schiavi, l’anno venturo in terra di Israele da uomini liberi. |
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TSi riempie il secondo bicchiere di vino e si legge il magghìd. Si usa togliere la kearà dal tavolo per attirare l’attenzione dei bambini affinché chiedano: Ma Nishtanà? Ossia: Perché è diversa questa sera...?. |
| Perché è diversa questa sera da tutte le altre?
Perché tutte le sere non intingiamo neppure una volta questa sera lo facciamo due volte? Perché tutte le sere noi mangiamo chamètz e matzà questa sera soltanto matzà? Perché tutte le sere noi mangiamo qualsiasi verdura questa sera maròr? Perché tutte le sere noi mangiamo e beviamo sia seduti e sia adagiati, ma questa sera siamo tutti adagiati? |
| Si ripone la kearà sul tavolo lasciando scoperte le matzòt durante tutta la lettura, a eccezione di quando si tiene in mano il bicchiere di vino. |
Schiavi fummo di Faraone in Egitto e ci fece uscire Hashèm, nostro D-o di là, con mano forte e con braccio disteso. Ma se non avesse tratto il Santo Benedetto i nostri avi dall’Egitto, noi stessi, i nostri figli e i figli dei nostri figli ancora schiavi saremmo del Faraone in Egitto. Anche se fossimo noi tutti saggi, noi tutti intelligenti, tutti noi conoscessimo la Torà, sarebbe dovere per noi narrare l’uscita dell’Egitto e chi più si dilunga nella narrazione dell’uscita dall’Egitto, costui é lodato. |
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Avvenne che rabbi Eliezèr, e rabbi Yehoshùa, e rabbi Elazàr figlio di Azaryà, e rabbi Akivà e rabbi Tarfòn erano riuniti a mensa a Bené Beràk e narravano l’uscita dell’Egitto durante tutta quella notte, finché giunsero i loro discepoli e dissero loro: “Maestri! giunta l’ora di recitare lo Shemà del mattino!”. Disse Rabbì Elazàr figlio di Azaryà: “Benché io sia come un settantenne e non ho meritato che venga recitata l’uscita dall’Egitto di notte, finché non interpretò Ben Zomà come é detto: affinché tu rammenti il giorno della tua uscita dalla terra d’Egitto tutti i giorni della tua vita. I giorni della tua vita i giorni tutti i giorni della tua vita le notti. E i saggi aggiungono: i giorni della tua vita questo mondo, tutti i giorni della tua vita, allude ai giorni del Messia. Benedetto Hashèm, benedetto Egli sia! Benedetto colui che ha dato la Torà al suo popolo Israèl, benedetto Egli sia! Di quattro [categorie] figli parla La Torà: uno saggio, e uno malvagio, e uno semplice e uno che non sa domandare.
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Il saggio cosa egli dice: “Che cosa significano queste testimonianze, questi statuti e queste leggi che ha comandato Hashèm, nostro D-o, a voi?”. Così tu gli insegnagli i precetti di Pesach non si termina dopo il Pesach con l’Afikomàn. Il malvagio cosa egli dice: “Che cosa significa la cerimonia questa vostra?” Vostra e non sua. E poiché si è escluso dalla generalità, rinnega l’essenziale dell’ebraismo e quindi tu rispondi duramente dicendo a lui: “A causa di ciò, operò Hashèm per me quando sono uscito dall’Egitto”. Per me e non per lui: e se fosse stato là non sarebbe stato redento. Il semplice cosa egli dice: “Che cosè ciò?”. Tu dirai a lui: “Con forte mano ci fece uscire Hashém dall’Egitto dalla casa degli schiavi”. A quello che non sa formulare una domanda, parlane a lui, come è detto: “Racconterai a tuo figlio in quel giorno a lui dicendo: A causa di ciò operò Hashèm per me quando uscii dall’Egitto”. Si potrebbe credere dal primo del mese, il testo dice nel giorno quello Dal giorno quello. possibile dalla vigilia? Il testo dice a causa di ciò; a causa di ciò non ti dice altro che quando matzà e maròr sono posti dinnanzi a te. All’origine praticavano idolatria i nostri avi, ma ora ci ha avvicinati il Santo Benedetto al suo culto, come è detto: disse Yehoshùa a tutto il popolo: “Così dice Hashèm D-o di Israèl: Al di là del fiume abitavano i vostri avi dall'antichità Tèrach padre di Avrahàm e padre di Nachòr, e adoravano altre divinità. Presi vostro padre Avrahàm dal di là del fiume, e feci attraversare a lui tutta la terra di Canaàn, moltiplicai la sua discendenza e diedi a lui Yitzchàk. E diedi a Yitzchàk Yaakòv ed Essàv, e diedi a Essàv il monte Seìr in eredità a lui e Yaakòv e i suoi figli scesero in Egitto”. Benedetto colui che mantiene la sua promessa a Israèl, Benedetto Egli sia poiché il Santo Benedetto Egli. ha calcolato il termine facendo come disse ad Avrahàm nostro padre nel Patto delle Parti, come è detto: Disse ad Avrahàm: “Sappi che i tuoi discendenti stranieri saranno in una terra non loro e saranno schiavi che asserviranno loro per quattrocento anni. Ma anche la nazione che serviranno Io giudicherà e usciranno con ricchezze grandi”. |
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Si coprono le matzòt e si prende il bicchiere di vino in mano: |
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Ed è questa la promessa ai nostri padri e a noi. Poiché non fu uno solo che insorse su di noi per annientarci, bensì in ogni generazione e generazione insorgono su di noi per annientarci e il Santo Benedetto Egli sia ci salva dalle loro mani. |
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Si posa il bicchiere sul tavolo e si scoprono le matzòt, finché si arriva alla parola lefichàch (perciò). |
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Rifletti su ciò che volle Lavàn l’arameo fare a Yaakòv nostro padre. Infatti Faraone non aveva decretato che contro i figli maschi, mentre Lavàn intendeva sradicare tutto, come è scritto: un arameo volle distruggere mio padre che poi scese in Egitto e dimorò là con poche persone e divenne là una nazione grande, potente e numerosa. Scese in Egitto costretto dalla parola; dimorò là significa che lui non scese per insediarvisi, ma per dimorare là, come è detto: e dissero al Faraone: “A dimorare in questa terra siamo venuti poiché non c’è pascolo per il gregge dei tuoi servi, poiché la carestia essendo grave in terra di Canàan. E ora che risiedano per favore i tuoi servi in terra di Gòshen. Con poche persone, com’è detto: in settanta anime scesero i nostri padri in Egitto, e ti ha reso Hashèm, tuo D-o, come le stelle dei cieli in moltitudine. E divenne là una nazione grande: significa che era Israèl una nazione distinta là. Una nazione grande e potente com’è detto: e i figli di Israèl prolificarono, si propagarono, divennero numerosi e divennero molto potenti moltissimo e si riempì il paese di loro. E numerosa, com’è detto: numerosa come l’erba dei campi ti ho reso e crescevi, divenivi grande, ti sei adornata dei più begli ornamenti, i tuoi seni sono maturati, la tua chioma si è infoltita, e prima eri nuda e scoperta. Io ti passai vicino, e vidi che ti dibattevi nel tuo sangue e dissi a te: “Per il tuo sangue vivi!”. E ci maltrattarono gli egizi, ci afflissero e ci sottoposero a schiavitù dura. E ci maltrattarono gli egizi, com’è detto: “Studiamo contro di lui affinché non si moltiplichi e se ci fosse una guerra, non si aggiunga anche lui ai nostri nemici, e combatta contro di noi e lasci il paese”. |
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E sottoposero noi a dura schiavitù, come è scritto: fecero lavorare gli egizi i figli di Israèl con molta durezza. Invocammo Hashèm D-o dei nostri padri e ascoltò Hashèm la nostra voce e vide la nostra miseria, e la nostra afflizione e la nostra oppressione. Invocammo Hashèm, D-o dei nostri padri, come è scritto: durante gli anni molti quelli morì il re d’Egitto e gemettero i figli di Israèl per la schiavitù e gridarono, e il clamore salì da loro ad Hashèm per la schiavitù. |
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E ascoltò Hashèm la nostra voce, come è detto: e ascoltò Hashèm il loro gemito e ricordò Hashèm il patto con Avrahàm, Yitzchàk e Yaakòv. E vide la nostra miseria, si tratta della separazione dei coniugi, com’è scritto: e vide Hashèm i figli di Israèl e li considerò Hashèm. La nostra afflizione, riferito ai figli maschi, come è scritto: parlò il Faraone a tutto il popolo dicendo ogni figlio che nasce getterete e ogni figlia lascerete vivere. La nostra oppressione, queste sono le angherie, come è scritto: e anche ho veduto l’oppressione cui gli egizi sottopongono loro. |
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E ci trasse Hashèm dall’Egitto con mano forte, con braccio steso, con terrore grande, con segni e prodigi. E ci trasse Hashèm dall’Egitto, non per mano di un angelo, e non per mano di un saràf, e non per mano di un messo, bensì il Santo Benedetto, Egli nella sua gloria, lo fece, com’è detto: percorrerò la terra d’Egitto nella notte questa e colpirò ogni primogenito in terra d’Egitto, dagli uomini alle bestie, come su tutti gli dei d’Egitto eserciterò castighi Io sono Hashèm. Percorrerò la terra d’Egitto Io e non un angelo; colpirò ogni primogenito, Io e non un saràf; e su tutti gli dei d’Egitto eserciterò castighi Io e non un messo, Io sono Hashèm, lo sono Colui e nessun altro. Dissero i nostri saggi, la loro memoria sia benedetta: “Quando scese Il Santo Benedetto Egli sia contro gli egizi in Egitto, scesero con lui novanta milioni, fra cui angeli del fuoco, e fra cui angeli della grandine, e fra cui angeli del tremito, e fra cui angeli del brivido, e fra cui angeli del fremito, e il brivido e il fremito invadevano coloro che vedevano loro. Dissero a lui: Padrone del mondo: quando un re in carne e sangue scende in guerra dai suoi ministri e dai suoi sudditi, è circondato nella Sua gloria, mentre Tu, Re dei re dei re, il Santo Benedetto, giudice nostro, di cui noi siamo servi e loro figli del patto, lascia che scendiamo e facciamo contro di loro guerra!. Disse loro: Non mi darò pace finché scenderò Io stesso, Io nella mia gloria, Io nella mia grandezza, Io nella mia santità, Io sono Hashèm, lo sono Io e nessun altro. |
| Quando si inizia la lettura del brano uvotòt si prende il bicchiere di vino in mano e lo si tiene fino alla lettura del brano che inizia con Rabbì Yehudà. Giunti a dam - vaèsh -vetimròt ashàn si prende una scodella, possibilmente scheggiata, e pronunciando ognuna di queste parole, vi si versa qualche goccia di vino; si fa lo stesso per le dieci piaghe e per le parole detzàch - adàsh - beachàv; l'ultima volta si versa più abbondantemente. Opportuno togliere la kearà dal tavolo. |
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E con segni, si tratta del bastone, come è scritto: “E prendi questo bastone nella tua mano con cui farai i segni”. Con portenti, questo è il sangue come è scritto: “Compirò miracoli in cielo e in terra, sangue, e fuoco e colonne di fumo”. Altra interpretazione: con mano forte, intende due; con braccio steso: intende due; con terrore grande: intende due; con segni: intende due; con portenti: intende due. |
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Queste sono le dieci piaghe che inflisse il Santo Benedetto Egli sia agli egizi in Egitto esse sono: Sangue Rabbi Yehudà dava per esse come segno le parole: Detzàch |
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Rabbi Yossé Haghlilì diceva: “Da cosa deduci che gli egizi subirono dieci piaghe in Egitto e cinquanta sul mare? A proposito dell’Egitto è detto: i maghi dissero a Faraone: il dito di D-o!. A proposito del mare è detto: Israèl vide la mano potente con cui Hashèm aveva operato contro l’Egitto e il popolo temette Hashèm, credette in lui e in Moshé suo servo. Quante piaghe subirono per un dito? Dieci. Dunque in Egitto subirono dieci piaghe e sul mare cinquanta”. Rabbi Elièzer diceva: “Da cosa si deduce che ogni singola piaga che il Santo Benedetto inflisse agli egizi era composta da quattro [specie] di piaghe? Dal testo che dice: contro di essi [gli egizi] avventò il suo furore, sdegno, collera, sventura e una schiera di angeli malefici. Sdegno: una; collera: due; sventura: tre; delegazione di angeli malefici: quattro. Da qui si deduce che gli egizi subirono quaranta piaghe in Egitto e sul mare duecento”. Rabbi Akìva diceva: “Da cosa si deduce che ogni singola piaga che il Santo Benedetto inflisse agli egizi constava di cinque [specie di] piaghe? Dal testo che dice: avventò contro di essi il suo furore, sdegno, collera, sventura una schiera di angeli malefici. Furore: una; sdegno: due; collera: tre; sventura: quattro; schiera di angeli malefici: cinque; per cui si può asserire che gli egizi patirono cinquanta piaghe in Egitto e sul mare duecentocinquanta”. Di quanti benefici dobbiamo essere grati ad Hashèm!<BR>Se Egli ci avesse fatto uscire dallEgitto, senza punirlici sarebbe bastato Se li avesse puniti, senza colpire i loro dei ci sarebbe bastato <BR>Se avesse colpito i loro dei, senza uccidere i loro primogeniti ci sarebbe bastato Se avesse ucciso i loro primogeniti, senza concederci i loro averi ci sarebbe bastato Da dove sappiamo che ci concesse i loro averi? scritto: sfruttarono l’Egitto, lo resero simile a un abisso privo di pesci. Altra versione: lo resero come una cittadella priva di cereali. Perché il versetto attribuisce maggiore importanza al bottino del mare rispetto a quello dell’Egitto? Perché presero in Egitto ciò che era nelle case, mentre presero dal mare ciò che si trovava nei depositi dei tesori, come è scritto: le ali di una colomba ricoperta d’argento, le cui punte sembrano brillare doro, si riferisce al bottino del mare. Crescevi, divenivi grande: è il bottino d’Egitto; dei più begli ornamenti: è il bottino del mare; collane doro faremo per te, si riferisce al bottino d’Egitto e con punti d’argento a quello del mare. |
| Se ci avesse concesso i loro averi, senza dividere per noi le acque del mare ci sarebbe bastato.
Se avesse diviso per noi le acque del mare, senza farcelo attraversare all’asciutto ci sarebbe bastato. |
| Rabban Gamlièl diceva: “Chi non ha pronunciato le tre parole seguenti [nella sera] di Pesach non ha adempiuto al suo dovere. Esse sono: <BR>Ed Erba amara |
| Agnello pasquale, Azzima ed Erba amara |
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Quando si recita il brano seguente si guarda il pezzetto di carne senza però prenderlo in mano: Pesach. Per qual motivo i nostri avi, quando esisteva il Santuario, solevano mangiarlo? Per rammentarsi che Hashèm passò oltre le case dei nostri padri in Egitto, come è scritto: Direte: “ il sacrificio di Pesach per Hashèm, il quale passò oltre le case dei figli di Israele in Egitto, quando percosse l’Egitto mentre salvò le nostre case”. Il popolo si inchinò e si prostrò. Si solleva la matzà e la si mostra ai convitati dicendo: Matzà. Perché mangiamo questa matzà? Per rammentarci che la pasta dei nostri padri non ebbe il tempo di lievitare, quando il Re dei re dei re, il Santo Benedetto, si manifestò loro e li liberò immediatamente, come è scritto: dalla pasta che portarono dall’Egitto fecero focacce azzime, poiché non era lievitata, essendo stati scacciati dall’Egitto e non poterono indugiare, e nemmeno si prepararono alcune provviste. |
| Si mostra il maròr e si dice: |
| Maròr. Per quale motivo mangiamo noi questo maròr? Perché gli egizi amareggiarono la vita dei nostri padri in Egitto, come è scritto: ed amareggiarono la loro vita con lavori penosi, di malta e di mattoni, e con ogni lavoro di campo: ogni lavoro a cui li costringevano era durissimo.
In ogni generazione ciascuno deve considerare come se fosse personalmente uscito dall’Egitto, come è scritto: e racconterai a tuo figlio in quel giorno: “A causa di ciò Hashèm operò per me quando uscii dall’Egitto” in quanto il Santo Benedetto non liberò soltanto i nostri padri, ma liberò anche noi con loro, com’è scritto: ci fece uscire di là per condurci e darci la terra che giurò ai nostri padri. |
| Si prende il bicchiere in mano e si coprono le matzòt fino alle parole che salvò Israèle. |
| Per ciò siamo tenuti a ringraziare, a lodare, a glorificare, a encomiare, a esaltare, a benedire, a innalzare e a magnificare Colui che fece ai nostri padri e a noi tutti questi miracoli: ci fece passare dalla schiavitù alla libertà, dalla soggezione alla redenzione, dal dolore alla letizia, dal lutto alla festa, dalle tenebra alla grande luce. Dinanzi a lui diremo Halleluyàh. Halleluyàh, lodate, o servi di Hashèm, lodate il nome di Hashèm! Sia benedetto il nome di Hashèm, da ora e per sempre. Da dove sorge il sole fino a dove tramonta è lodato il nome di Hashèm. Hashèm è eccelso sopra tutte le genti, sopra i cieli è la sua gloria. Chi è pari ad Hashèm, D-o nostro, che risiede così in alto, che basso guarda nel cielo e nella terra? Che solleva il misero della polvere, che rialza il povero del fango, per farlo sedere con i nobili, con i nobili del suo popolo? Che rende la donna sterile madre felice di figli? Halleluyàh. Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Yaakòv di mezzo al popolo straniero, Yehudà divenne suo consacrato, Israèl fu suo dominio. Il mare vide e fuggì, il Giordano si volse indietro. Perché fuggi o mare? Perché indietreggi o Giordano? Voi monti perché saltellate come arieti? E voi colline come agnelli? Dinanzi al Signore trema, oh terra, dinanzi al D-o di Yaakòv, che muta le rupe in palude, la selce in fonte d’acqua. Benedetto Tu, Hashèm, nostro D-o, Re del mondo, che ci ha redento e ha redento i nostri padri e ci ha fatto giungere a questa sera per mangiare matzà e maròr. Così, Hashèm, D-o nostro e D-o dei nostri padri, facci giungere in pace alle future feste e ricorrenze, lieti per la ricostruzione della tua città e felici nel tuo culto e nel rinnovamento del tuo Santuario; fa che possiamo mangiare là dai sacrifici e dagli agnelli pasquali il cui sangue verrà, con tuo gradimento, asperso sulle pareti del tuo Altare. Allora ti offriremo in omaggio un canto nuovo per la nostra redenzione, per il nostro riscatto. Benedetto Tu Hashèm, che salvò Israèl. |
| Si beve il secondo bicchiere di vino senza recitare alcuna berachà né prima né dopo. Ciò non si applica per coloro che usano invece recitare una benedizione prima di bere ciascun bicchiere. |
| Rochtzà |
| Si lavano le mani come la prima volta, recitando però la benedizione. Tra il lavaggio e la benedizione seguente non si è autorizzati a fare alcuna interruzione. |
| Benedetto Tu Hashèm, nostro D-o, Re del mondo, che ci ha santificato con i suoi precetti e ci ha comandato di lavare le mani. |
| Non si parla fino a dopo le berachòt sulla matzà. |
| Motzì Matzà |
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Si prendono in mano le tre matzòt e si recita la berachà di Hamotzì. Si prende un pezzo della matzà posta in alto e un pezzo di quella di mezzo recitando la berachà di Al Achilàt Matzà. La matzà viene consumata in posizione adagiata; se ne manca un pezzo lo si prende da un’altra matzà ma non dalla terza, che viene conservata per la |
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Gli occhi di tutti sono rivolti a Te con speranza e Tu fornisci loro il cibo a suo tempo. Benedetto Tu Hashèm, nostro D-o, Re del mondo che fa uscire il pane dalla terra. Benedetto Tu Hashèm, nostro D-o, Re del mondo, che ci ha santificato con i suoi precetti e ci ha comandato di mangiare la matzà. |
| Maròr |
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Si prende un kazàyit di maròr, lo si intinge nel charòsset e lo si mangia in posizione eretta. |
| Benedetto Tu Hashèm, nostro D-o, Re del mondo, che ci ha santificato con i suoi precetti e ci ha comandato di mangiare il maròr. |
| Korèch |
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Si prende un kazàyit della terza matzà e un kazàyit di maròr, li si unisce e li si intinge nel charòsset. Quindi si consuma l’involto in posizione adagiata. |
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Si mangia matzà e maròr senza recitare alcuna benedizione in ricordo del Santuario, sia esso riedificato ai nostri giorni, come faceva Hillèl, che li univa in un involto e li mangiava in un sol boccone, per osservare ciò che dice il versetto: lo mangeranno [l’agnello pasquale] con matzòt e merorìm. |
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Shulchàn Orèch |
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Ora si mangia e si beve, è permesso bere vino tra il secondo il terzo bicchiere. |
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Tzafùn - Barèch |
| Tzafùn |
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Alla fine del pasto si prende l’Afikomàn e lo si mangia in posizione adagiata, senza recitare alcuna benedizione; in seguito non si potrà più mangiare nulla fino all’alba. In ricordo del sacrificio pasquale, che veniva mangiato quando si era sazi. Si distribuisce a tutti i convitati una parte di questa matzà e se non è sufficiente se ne prende un pezzetto da un’altra. D’obbligo consumarla prima della mezzanotte zemanìt.
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| Barèch |
| Si prende in mano il terzo bicchiere di vino e si recita la Birkàt Hamazòn, preceduta dai seguenti salmi: |
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Dei figli di Koràch un salmo, canto il cui fondamento è nelle montagne sante. Ama Hashèm le porte di Zìon più di tutte le dimore di Yaakòv. Cose gloriose si dicono di te o città di D-o, séla. Ricordo l’Egitto e Bavèl a coloro che conosco, ecco i Filistei e Tiro, con l’Etiopia! Questi sono nati là. Ma di Zìon si può dire: “Gli uomini, uno dopo laltro sono nati là”, ed Egli la manterrà salva l’Altissimo. Hashèm conterà scrivendo i popoli “Questo è nato lì”. Sèla. E i cantori e i flautisti: “Tutte le sorgenti sono in te”. Benedirò Hashèm in ogni momento; sempre la sua lode sulla mia bocca. Alla fine ogni cosa viene sentita: D-o temerai e i suoi precetti, osserverai poiché questo e' ogni uomo. Le lodi di Hashèm pronunzia la mia bocca e benedice ogni creatura il nome suo santo per l’eternità. E noi benediremo Hashèm da ora, per sempre, Haleluyàh. |
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Dopo aver fatto màyim acharonìm si recita questo passùk: |
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E disse a me: questo è il tavolo che [sta] di fronte ad Hashèm. |
| I convitati rispondono: |
| Sia il nome di Hashèm benedetto da ora e per sempre. |
| Il mezamèn: |
| Con il permesso dei miei maestri, dei miei rabbini e dei miei signori, benediciamo (se sono in dieci o più: il D-o nostro) (durante un pasto nuziale: che la gioia è nella sua residenza) che ci ha nutriti del suo cibo. |
| I convitati: |
| Benedetto (se sono in dieci o più: il D-o nostro) (durante un pasto nuziale: che la gioia è nella sua residenza) che ci ha nutriti del suo cibo alla cui bontà abbiamo vissuto. |
| Il mezamèn: |
| Benedetto (se sono in dieci o più: il D-o nostro) (durante un pasto nuziale: che la gioia è nella sua residenza) che ci ha nutriti del suo cibo alla cui bontà abbiamo vissuto. |
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E per tutto, Hashèm nostro D-o, noi ringraziamo te e benediciamo te; sia benedetto il tuo nome dalle bocche di ogni vivente, sempre, in eterno. Come è scritto: mangerai, ti sazierai e benedirai Hashèm il tuo D-o per la terra buona che ha dato a te. Benedetto Tu Hashèm, per la terra e il cibo. Abbi Misericordia, Hashèm D-o nostro, e di Israèl tuo popolo, e di Yerushalàyim la tua città, e di Ziòn, sede tua gloriosa e del regno della casa di Davìd, tuo unto, e della casa grande e santa si invocava il tuo nome in esso. D-o nostro, nostro Padre, nostro pastore, nostro nutritore, nostro mantenitore, nostro sostentatore nostro elargitore: concedi abbondanza, a noi Hashèm nostro D-o presto da tutte le nostre disgrazie e per favore, non renderci, Hashèm nostro D-o, bisognosi dei doni di esseri in carne e sangue né bisognosi dei loro prestiti, ma solo della tua mano piena, aperta, santa e larga, affinché non ci vergognammo e non abbiamo onta in eterno. Di Shabbat si dice: Voglia Tu fortificarci Hashèm, D-o nostro, nei tuoi precetti e nel precetto del giorno settimo Shabbàt grande e santo e' questo poiché questo giorno è grande e santo per Te, cessiamo le attività, in esso ci riposiamo in esso con amore secondo i precetti della Tua volontà. con la tua benevolenza, concedi a noi Hashem nostro D-o che non vi sia disgrazia o dolore o sospiro nel giorno del nostro riposo. Mostraci Hashem D-o nostro la consolazione di Ziòn la tua città, e la costruzione di Yerushalàyim citta' tua santa poiché Tu operi salvezze e operi consolazioni. |
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D-o nostro e D-o dei nostri padri, salga, venga e giunga, sia notata, gradita, ascoltata, tenuta in conto e ricordata la nostra memoria il nostro ricordo e il ricordo dei nostri padri, la memoria del Messia discendente di Davìd tuo servo la memoria di Yerushalàyim città tua santa, e la memoria di tutto il tuo popolo, la casa di Israèl, davanti a Te, per rifugiare, benessere, grazia pietà e misericordia, vita buona e pace, nel giorno della Festa delle Azzime questo, nel giorno buono di convocazione santa questo. |
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Ricordaci Hashèm D-o nostro, in esso in bene e tienici conto in esso per benedirci; salvaci in esso per una vita buona, con la parola di salvezza e di misericordia. Abbi pietà, concedici grazia, abbi misericordia di noi e salvaci poiché a Te gli occhi, poiché D-o, Re pietoso e Misericordioso Tu sei. Costruisci Yerushalàyim la città santa presto, nei nostri giorni. Benedetto Tu Hashèm, che costruisce con la sua misericordia Yerushalàyim amèn. Benedetto Tu Hashèm, D-o nostro, Re del mondo, D-o Padre nostro, nostro Re, nostro forte, nostro Creatore, nostro redentore, nostro formatore, nostro santo, santo di Yaakòv, nostro pastore, pastore di Israèl, Re buono e che benefica tutti in ogni giorno e giorno. Egli ha beneficato noi Egli benefica noi, Egli beneficherà noi, Egli ci ha concesso, Egli ci concede Egli ci concederà per sempre per grazia, bontà e misericordia, per benessere, salvezza e successo, benedizione e salvezza, consolazione e sostentamento, per mantenimento e misericordia, per vita, pace e ogni bene e alcun bene mai non ci faccia mancare. Il Misericordioso Egli regni sopra di noi per sempre. Il Misericordoso Egli sia benedetto in cielo e in terra. Il Misericordioso Egli sia lodato di generazione in generazioni, sia glorificato da noi per sempre e in eterno e sia esaltato da noi, sempre, in perpetuo. Il Misericordioso Egli ci sostenti con dignità. Il Misericordioso Egli spezzi il giogo dell’esilio dal nostro collo ed Egli ci riconduca a testa alta, alla nostra terra. Il Misericordioso Egli conceda una benedizione copiosa in questa casa, sul tavolo questo che abbiamo mangiato su di esso. Il Misericordioso Egli mandi a noi Eliyàhu il profeta, la sua memoria sia benedetta ed annunci a noi notizie buone di salvezze e consolazioni. Il Misericordioso Egli benedica il nostro signore, nostro maestro e nostra guida. Il Misericordioso Egli benedica mio padre, mio maestro, padrone di questa casa e mia madre, mia maestra e padrona di questa casa; loro la loro casa, e i loro figli e tutto ciò che possiedono; noi e tutto cio che noi abbiamo. Come benedì i nostri padri, Avrahàm, Yitzchàk e Yaakòv, in tutto, con tutto, tutto, così benedica noi, tutti insieme con una benedizione completa e diciamo amèn. Dall’alto giudichino lui e noi favorevolmente, in modo che sia garantita la pace, trarre una benedizione da Hashèm e giustizia dal D-o della nostra salvezza e traiamo grazia e intelligenza agli occhi di D-o e degli uomini. Di Shabbat si dice: Il Misericordioso Egli ci conceda il giorno che è tutto Shabbàt e riposo per una vita eterna. Il Misericordioso Egli ci conceda un giorno che sia tutto festivo. Il Misericordioso Egli ci faccia meritare l’era del Messia e la vita nel mondo a venire. Egli accresce salvezze per il suo Re e agisce con bontà verso il suo unto, di Davìd e della sua stirpe, per sempre. Faccia pace nei suoi cieli Egli fara' pace su di noi e su tutta Israel E diciamo amen. Temete Hashèm, suoi santi, perché nulla manca ai suoi temerari, leoncelli diventati poveri e affamati ma ai ricercatori Hashèm non manca nessun bene. Ringraziate Hashèm perché è buono, perché eterna è la sua bontà. Apri la tua mano e sazi ogni essere vivente con benevolenza. Benedetto l’uomo che confida in Hashèm, e sarà Hashèm il suo rifugio. |
| Prima di bere adagiati il terzo bicchiere di vino si recita la benedizione, c’è chi usa tenere a mente anche il quarto senza poi ripetere alcuna benedizione:. |
| Signori siete d'accordo. Benedetto Ti Hashèm D-o nostro Re del mondo Creatore del frutto della vite. |
| Hallèl |
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Si versa il quarto bicchiere di vino e tenendolo in mano si canta l’Hallèl. |
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Riversa la tua collera sulle nazioni che non ti riconoscono e sui regni che il tuo nome non invocano poiché consumò Yaakòv e la sua dimora desolò Riversa su di loro la tua ira, il furore del tuo naso li colga; inseguili col tuo sdegno e sterminali sotto i cieli di Hashèm. |
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Non per noi, Hashèm, non per noi, ma per il tuo Nome da gloria, per la tua bontà, per la tua verità. Perché dovrebbero dire le genti: “Dov’è dunque il loro D-o?”. Ma il nostro D-o è nei cieli, tutto ciò che vuole fa. I loro idoli sono d’argento e doro, opera delle mani dell’uomo. Bocca hanno ma non parlano, occhi hanno ma non vedono; orecchie hanno ma non odono, naso hanno ma non odorano; hanno mani ma non palpano, hanno piedi e non camminano, né emettono suono dalla loro gola. Come loro siano i loro autori e tutti quelli che confidano in essi. O Israèl, confida in Hashèm: il loro aiuto e il loro scudo Egli è. O casa di Aharòn, confidate in Hashèm: il loro aiuto e il loro scudo Egli è. Temete Hashèm, confidate in Hashèm: il loro aiuto e il loro scudo Egli è. Hashèm ci ricorda: benedica, benedica la casa di Israèl, benedica la casa di Aharòn. Benedica i timorosi di Hashèm, i piccoli con i grandi. Moltiplichi Hashèm, su di voi voi e su i vostri figli. Benedetti Siate da Hashèm, Creatore del cielo e della terra. I cieli sono cieli di Hashèm, ma la terra l’ha data ai figli dell’uomo. Non i morti lodano D-o, né tutti quelli che scendono nel regno del silenzio, ma noi benediremo Hashèm, da ora e per l’eternità. Haleluyàh. Io lo amo, perché ascolta Hashèm la mia voce, le mie suppliche. Come porge il suo orecchio a me, e ai miei giorni lo invocherò. Mi hanno cinto i lacci della morte, le angustie della tomba mi avevano raggiunto; sventura e dolore avevo trovato. E il nome di D-o ho invocato “Per favore Hashèm, salva la mia anima!”. E' pietoso Hashèm e giusto, il nostro D-o è Misericordioso. custodisce le anime semplici. Hashèm Io ero caduto e mi ha salvato. Torna, o anima mia, alla tua serenità, poiché Hashèm ha ricompensato te. Poiché hai sottratto la mia anima dalla morte, i miei occhi dalle lacrime, il mio piede dalla rovina. Io camminerò davanti ad Hashèm, nelle terre della vita. Ho fede quando dico: Io soffro molto. Io dicevo nel mio turbamento: ogni uomo è mentitore. Come potrò ripagare Hashèm per tutti i suoi benefici verso di me? Il calice della salvezza alzerò e il nome di Hashèm invocherò. I miei voti ad Hashèm, pagherò alla presenza di tutto il suo popolo. Grave è agli occhi di Hashèm la morte dei suoi devoti. Per favore. Hashèm, poiché io sono il tuo servitore, io sono il tuo servitore figlio della tua ancella, Tu hai sciolto le mie catene. A te offrirò un sacrificio di ringraziamento e il nome di Hashèm invocherò. I miei voti ad Hashèm adempirò, alla presenza di tutto il suo popolo. Nei cortili della casa di Hashèm, in mezzo a te o Yerushalàyim. Haleluyàh. Lodate Hashèm, o tutte le genti; esaltatelo, o tutte nazioni, poiché è stata immensa verso di noi la sua bontà e la verità di Hashèm è eterna Haleluyàh. Lodate Hashèm perché è buono, perché eterna è la sua bontà.Dica dunque Israèl perché eterna è la sua bontà. Dica dunque la famiglia di Aharòn perché eterna è la sua bontà. Dicano dunque i timorosi di Hashèm perché eterna è la sua bontà. Nell’angustia ho invocato Hashèm mi ha esaudito ampiamente Hashem. Hashèm è con me, non temerò ciò che potrebbero fare a me gli uomini. Hashèm è con me per aiutarmi; e io assisterò alla scomparsa dei nemici. Miglior cosa rifugiarsi in Hashèm che confidare nell’uomo; miglior cosa rifugiarsi in Hashèm che confidare nei potenti. Tutte le genti mi circondavano, ma in Nome di Hashèm le ho sconfitte. Mi circondavano e ancora mi stringevano ma nel nome di Hashèm le ho sconfitte. Mi circondavano come le api, ma si sono spente come fuoco di rovi: nel nome di Hashèm le ho sconfitte. Mi avevi dato una spinta per farmi cadere, ma Hashèm mi ha sostenuto: mia forza e mio canto sei Hashèm che sei stato per me la salvezza. Voci di canto e di vittoria nelle tende dei giusti: la destra di Hashèm fa prodigi di valore. La destra di Hashèm prevale, la destra di Hashèm fa prodigi di valore. Io non morrò, ma vivrò e narrerò le opere di Hashèm. Castighi mi ha afflitto Hashem ma alla morte non mi ha lasciato. Aprite a me le porte della giustizia, vi entrerò per ringraziare Hashèm. questa la porta verso Hashèm i giusti vi entrano attraverso. Ti ringrazio perché mi hai esaudito e hai concesso a me la salvezza. Ti ringrazio perché mi hai esaudito e hai concesso a me la salvezza La pietra disprezzata dai costruttori è diventata la pietra angolare. La pietra disprezzata dai costruttori è diventata la pietra angolare Ciò grazie ad Hashèm è accaduto è un fatto mirabile agli occhi nostri. Ciò grazie ad Hashèm è accaduto è un fatto mirabile agli occhi nostri. é questa la giornata procurata da Hashèm gioiamo e siamo lieti in essa. é questa la giornata procurata da Hashèm gioiamo e siamo lieti in essa. Per favore Hashèm, salva! Per favore Hashèm, salva! Per favore Hashem concedi successo! Per favore Hashem concedi successo! Benedetto chi viene nel Nome di Hashèm. Vi benediciamo dalla casa di Hashèm. Benedetto D-o è Hashèm, e illumina. noi Legate il sacrificio festivo fino agli angoli dell’Altare D-o Il mio D-o tu sei e io Ti ringrazio. O mio D-o, ti porto in alto. Mio D-o. Ringraziate Hashèm, perché è buono perché eterna è la sua bontà. Ringraziate Ti loderanno, Hashèm nostro D-o, tutte le tue opere e i tuoi fedeli e i giusti che eseguono la tua volontà e il tuo popolo, la casa di Israèl: tutti con il canto Ti renderanno omaggio, Ti benediranno e Ti loderanno ti glorificano ti esaltano chiamano forte santo e sovrano il tuo Nome glorioso, poiché a Te è bello rendere omaggio e in tuo onore è piacevole cantare dai tempi remoti e per sempre Tu sei nostro D-o. Benedetto Tu Hashèm, Re celebrato con lodi amèn. Celebrate Hashèm poiché è buono, perché eterna è la sua bontà Celebrate il D-o del cielo, perché eterna è la sua bontà
Colui che colpì l’Egitto nei suoi primogeniti, perché eterna è la sua bontà
D-o degli antichi e dei posteri, D-o di tutte le creature, Padrone di tutte le generazioni, celebrato con tutte le lodi, che guida il suo mondo con bontà e le sue creature con misericordia. E Hashèm il D-o è verità, non sonnecchia né dorme, colui che desta gli assonnati e sveglia gli addormentati, colui che fa rivivere i morti e risana gli ammalati, dà la vista ai ciechi e raddrizza i curvi, colui che fa parlare i muti e svela le cose occulte. E a Te solo a Te noi rendiamo omaggio. Anche se la nostra bocca fosse piena di canto come il mare e la nostra lingua di inni come la massa delle sue onde, le nostre labbra di lodi come le distese del firmamento e i nostri occhi fossero lucenti come il sole e la luna, le nostre mani distese come le aquile del cielo e i nostri piedi fossero leggeri come le cerve, noi non riusciremmo a rendere omaggio a te, Hashèm nostro D-o, né potremmo benedire il tuo nome, nostro Re, per una sola delle mille migliaia di migliaia e innumerevoli miriadi di miriadi di volte benefici, miracoli e prodigi hai operato per noi e per i nostri padri. In passato dall’Egitto ci hai liberati. Hashèm nostro D-o, dalla casa degli schiavi, ci hai redenti nella carestia ci hai nutriti e nell'abbondanza ci hai sostentati. Dalla spada ci hai salvati, dalla peste ci hai scampati e da malattie gravi e numerose ci hai liberati Fino a ora ci ha aiutati la tua misericordia e non ci ha abbandonati la tua bontà, perciò le membra che hai distribuito in noi, l’alito e l’anima che hai soffiato nelle nostre narici, e la lingua che hai posto nella nostra bocca, proprio loro renderanno omaggio, benediranno, loderanno e celebreranno il tuo nome, nostro Re, sempre; infatti ogni bocca a te renderà omaggio, e ogni lingua a te darà lode e ogni occhio verso Te guarderà, e ogni ginocchio di fronte a Te si piegherà e ogni altezza a Te si inchinerà. I cuori Ti temeranno, le viscere e le reni celebreranno il tuo nome, come questo è detto:Tutte le mie ossa diranno: “Hashèm, chi è come Te, che salvi il misero da chi è forte più di lui, e il povero e l’afflitto da chi lo depreda?” Il grido dei miseri, Tu ascolterai, all’invocazione del meschino presterai attenzione e salverai. Ed è scritto: “Rallegratevi, o giusti, in Hashèm; alle persone rette si addice lodarlo”. Dalla bocca delle persone rette Tu verrai esaltato,
Sia lodato il tuo nome eternamente o nostro Re, il D-o, il Re grande e santo in cielo e in terra; poiché a Te si addicono Hashèm nostro D-o e D-o dei nostri padri per sempre, il canto e l’omaggio, la lode e l’inno, la potenza e il dominio, la maestà, la grandezza e la forza, il salmeggiare e la gloria, la santità e il regno, benedizioni e inni al tuo nome grande e santo, da sempre e per sempre Tu sei D-o. Ti loderanno, Hashèm nostro D-o, tutte le tue opere e i tuoi fedeli e i giusti che eseguono la tua volontà e il tuo popolo, la casa di Israèl: tutti con il canto Ti renderanno omaggio, Ti benediranno e Ti loderanno ti glorificano ti esaltano chiamano forte santo e sovrano il tuo Nome glorioso, poiché a Te è bello rendere omaggio e in tuo onore è piacevole cantare dai tempi remoti e per sempre Tu sei nostro D-o. Benedetto Tu Hashèm, Re celebrato con lodi amèn. Si beve il quarto bicchiere di vino in posizione adagiata, c’è chi usa ripetere la berachà: |
| Signori siete d'accordo. Benedetto Ti Hashèm D-o nostro Re del mondo Creatore del frutto della vite. |
| Dopo aver bevuto il quarto bicchiere si dice la seguente berachà: |
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Benedetto Tu Hashèm, D-o nostro Re del mondo per la vite e per il frutto della vite. E per il prodotto della campagna e per la terra deliziosa, buona e vasta che volesti far possedere ai nostri padri, per mangiare del suo frutto e saziare della sua bontà. Abbi misericordia, o Signore nostro D-o, di noi e di Israèl tuo popolo e di Yerushalàyim tua città e di Ziòn sede della tua gloria del tuo santuario, e della tua casa; e costruisci Yerushalàyim città santa presto nei nostri giorni e facci salire in essa e rallegraci in essa e noi Ti benediremo con santità e purità. Di Shabbàt si dice: E voglia Tu fortificarci nel giorno di Shabbat questo.
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| Nirtzà |
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Se il Sèder è stato condotto nella giusta maniera, Hashèm ci aiuterà in tutto ciò che intraprenderemo. C’è chi usa recitare il seguente brano: Sia gradito davanti a te, Hashèm D-o nostro e D-o dei nostri padri, il D-o grande, potente e temibile che siano importanti e accettate davanti a te tutte le mitzvòt che abbiamo osservato (e tutte le kavanot che abbiamo pensato) questa notte affinché salgano a Te con benevolenza. Sarà detto sempre:”Sia esaltato Hashèm! O Hashèm mio D-o, Tu sei grande immensamente, di maestoso splendore vestito. E' grande Hashèm e lodato sommamente, la sua grandezza è impenetrabile!” Per favore Hashem accresci la mia grandezza e ora sia accresciuta la grandezza del mio Signore, affinché abbia pietà di noi e ci salvi. Allora diranno tra le genti: “grandi cose Hashem ha fatto per costoro!”. Benedizioni e lodi al tuo Nome grande, perché ci hai fatto vivere e ci hai mantenuto; così facci vivere e concedici grazia, raccogliere i nostri dispersi negli atri del tuo Santuario per osservare le tue leggi, eseguire la tua volontà come desideri e servirti con cuore integro; per questo noi dobbiamo ringraziare Te. Benedetto il D-o del ringraziamento. Esci per favore a salvare il tuo popolo, per la salvezza del tuo Messia. Come all'uscita dall’Egitto mostraci prodigi, nell'esilio questo, e fa che sia veduto il volto del tuo Messia santo, presto ai nostri giorni. E sarà Hashèm Re su tutta la terra. nel giorno quello sarà Hashèm riconosciuto e il suo Nome unico. Amèn, così sia la volontà! Leshanà Habaà Birushalàyim!
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Benedetto Tu Hashèm, D-o nostro Re del mondo che hai scelto noi fra tutte le nazioni, ci hai elevati da tutte le lingue, ci hai santificati con i tuoi precetti e hai dato a noi Hashém nostro D-o con amore sabati per il riposo, e ricorrenze per la gioia, festività e momenti per l'allegria, il giorno di Shabbàt questo, e il giorno di festa delle matzòt questo, e Yom Tov, di convocazione sacra questo, periodo della nostra libertà con amore, convocazione sacra in ricordo dell'esodo dall'Egitto. Poiché ci hai scelto e ci hai santificati fra tutti i popoli e i sabati e le ricorrenze sacre a te, con amore e benevolenza, con gioia e allegria. ci hai donato. Benedetto Tu Hashèm che santifica lo Shabbàt e Israèl e i momenti.
Schiavi fummo di Faraone in Egitto e ci fece uscire Hashèm, nostro D-o di là, con mano forte e con braccio disteso. Ma se non avesse tratto il Santo Benedetto i nostri avi dall’Egitto, noi stessi, i nostri figli e i figli dei nostri figli ancora schiavi saremmo del Faraone in Egitto. Anche se fossimo noi tutti saggi, noi tutti intelligenti, tutti noi conoscessimo la Torà, sarebbe dovere per noi narrare l’uscita dell’Egitto e chi più si dilunga nella narrazione dell’uscita dall’Egitto, costui é lodato.
Ci afflissero, com’è scritto: imposero loro esattori di tasse, con lo scopo di affliggerlo con le loro angherie. E costruì delle città come magazzini per Faraone, Pitòm e Raamsès.
Canto dei gradini. Nel ricondurci Hashem nel ritorno di Zion saremo come trasognati. Allora si riempirà di risa la nostra bocca, la nostra lingua gioirà. Allora si dirà fra le genti: Grandi cose Hashèm ha fatto per costoro!” Grandi cose Hashèm ha fatto per noi perciò eravamo contenti. Facci tornare Hashèm dalla nostra prigionia come rivoli d’acqua nel deserto! Chi semina in lacrime cantando mieterà Procede piangendo colui che porta il vaso delle sementi ma tornerà cantando colui che raccoglierà i covoni.
Parliamone