Vi voglio raccontare di questa stranissima nazione chiamata ‘ebrei’.

Di questo agglomerato di persone sparse in tutto il mondo, accomunate da qualcosa di intrinsecamente così profondo, da suscitare un odio eterno da parte di molti. Voglio raccontarvi di come ogni minima cosa che riguardi ognuno di noi, riguarda irrazionalmente tutti noi. Nessuno escluso. La tragedia del 7 ottobre è stata un evento tragico collettivo.

Conosciamo i nomi di tutti quelli che sono stati trucidati, sappiamo le storie di ogni partecipante del festival Nova. E i rapiti. I loro volti ci accompagnano dalla mattina alla sera, in un leitmotiv quotidiano di emozioni che non ci abbandonano da due anni.

Dopo il 7 ottobre in moltissimi ci siamo presi l’impegno di pregare per la liberazione di tutti gli ostaggi e in particolare di uno. Ogni giorno recitavo il salmo di un ragazzo di 26 anni rapito. Quando hanno raccontato che era stato ucciso, mi è crollato il mondo addosso. Ho pensato di non avere pregato abbastanza per lui, di non essere riuscita con le mie preghiere a piegare la volontà del Cielo. Per mesi ho fatto esami di coscienza. Quel ragazzo farà sempre parte del mio spirito.

In questi giorni un popolo intero, milioni, dico milioni, di persone sparse in ogni angolo del mondo, stanno celebrando per la liberazione di 20 fratelli. Fratelli che non abbiamo mai conosciuto di persona, ne’ visto. Che probabilmente mai incontreremo. Eppure sono parte della nostra famiglia e ci appartengono nel profondo dell’anima. Si dice nei libri della Kabbalà che gli ebrei condividono un’unica anima, derivante da D-o stesso. E ognuno ne possiede dentro un pezzettino . Siamo legati indissolubilmente da un filo spirituale eterno.

In questi giorni possiamo averne la prova. Non c’è ebreo nel mondo, che non sia stato con il fiato sospeso. Perché questi ostaggi hanno tenuto in ostaggio anche una parte della nostra anima in questi due anni.

Con l’aiuto di D-o, questo incubo è finito. E anche la nostra anima finalmente è di nuovo completa.

Il prezzo che abbiamo pagato, la liberazione di assassini con le mani insanguinate, è altissimo.

E contro ogni regola morale. Nella preghiera ripetiamo ogni giorno: ‘benedicici D-o tutti come una unica unità’. Solo attraverso la unità del nostro popolo, siamo meritevoli di ricevere la benedizione divina. E allora succederà che ‘D-o metterà la pace nei Cieli e metterà la pace su ognuno di noi.

Amen.

Gheula Canarutto Nemni