1. Il significato del nome


L’undicesimo mese dell’anno Ebraico si chiama anche Menachem Av. Menachem significa ‘colui che consola’ e Av significa ‘padre’. A causa degli eventi tragici accaduti in questo mese, il suo nome ci ricorda che D-o ci consola in momenti di difficoltà.

2. Il mese del leone


Il segno astrologico di Av è il leone, esso rappresenta sia la tragedia che il potenziale per la redenzione. Infatti i nostri saggi insegnano, “Il leone [il re babilonese Nevuchadnezzar, Nabuccodonosor] venne sotto la costellazione del leone e distrusse il Leone di D-o [Gerusalemme]...affinché il Leone [il Mashiach] venga; sotto la costellazione del leone e costruisca il Leone di D-o [Gerusalemme].”

È scritto nel Talmùd che il Mashiach è nato nello stesso giorno nel quale i Templi furono distrutti, nel 9 di Av. Il Mashiach nacque dalla tribù di Yehudà, il quale simbolo è anche quello del leone. Questo per insegnarci che le tragedie e le sofferenze associate al 9 di Av verranno trasformate in gioia, con l’arrivo del Mashiach.

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3. Un periodo di lutto


I primi nove giorni di Av sono giorni di lutto. Durante i quali a seconda dell’usanza della propria comunità si evita di mangiare carne e bere vino eccetto di Shabbat e a milòt (circoncisioni) e bar mitzvòt oppure quando si partecipa a un siyum, il completamento di un trattato del Talmùd.

Inoltre si evita di lavare vestiti (tranne quelli di bambini piccoli), di lavarsi e nuotare per piacere e di ristrutturare le proprie case. Si evitano anche viaggi non necessari e pericolosi, si rinvia la benedizione sulla luna e non si festeggiano fidanzamenti fino a dopo il 9 di Av.

Dal punto di vista livello spirituale è un momento propizio per fare più mitzvòt e buone azioni per migliorare il mondo.

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4. La hilulà di Aharòn


Aharòn, il primo Sommo Sacerdote e fratello di Moshè e Miriam spirò all’età di 123 anni nel 1 di Av 2487 (1274 aev). Questa è l’unica hilulà, anniversario della morte, menzionata nella Torà stessa, in Numeri 33:38.

5. Ricordando un uomo giusto


Il 5 di Av è la hilulà di Rav Yitzchak Luria Ashkenazi, noto come l’Arì Hakadòsh (il Leone Santo), egli spirò nell’anno 5332 (1572). Nato a Gerusalemme nel 1534 egli visse per molti anni al Cairo dove si appartò per studiare; in seguito si trasferì a Safed nel 1570 dove morì due anni dopo all’età di 38 anni. L’Arì rese lo studio della Kabbalà disponibile al pubblico ed è considerata una delle figure più importanti della mistica Ebraica.

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6. Il giorno peggiore in assoluto


Nel 9 di Av si commemorano diverse tragedie, tra cui: gli Ebrei che lasciarono l’Egitto con Moshè furono condannati a vagare e morire nel deserto per 40 anni; la distruzione di entrambi i Templi Santi per mano dei Babilonesi nel 423 aev e dei Romani nel 69 e gli Ebrei di Betàr furono uccisi.

Più avanti nel tempo, nel 1290 gli Ebrei dell’Inghilterra furono esiliati dal Re Edoardo e gli Ebrei della Spagna furono espulsi dal Re Ferdinando e la Regina Isabella nel 1492. Nel 1942 iniziò la deportazione degli Ebrei del ghetto di Varsavia a Treblinka, il campo di sterminio.

Questo giorno viene commemorato con lutto e digiuno.

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Le leggi del giorno...

7. Lo Shabbat prima del Nove di Av si chiama Shabbat Chazòn


Shabbat Chazòn significa “Shabbat della visione”. In questo giorno si legge la haftarà di Chazòn Yeshayahu, la visione del profeta Isaia riguardo la distruzione del Tempio Santo. Secondo gli insegnamenti chassidici, ad ogni anima Ebrea viene mostrata una visione del terzo Tempio, questo dovrebbe portarci a fare più mitzvòt per fare di questa visione una realtà.

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8. Si legge il Libro di Lamentazioni nel 9 di Av


Nel libro di Echà, Lamentazioni il profeta Yirmiyahu, Geremia parlò dell’imminente distruzione del Primo Tempio e dell’esilio del popolo Ebraico.

D-o disse a Geremia di scrivere quelle parole. Egli parlò riguardo Israele e Yehudà per ammonire il casato di Giuda delle tragedie che sarebbero avvenute se non avessero fatto teshuvà. All’epoca il profeta era imprigionato, perciò dettò tre capitoli al suo allievo Baruch ben Nerià che scrisse riguardo le tragedie imminenti nel passato, come se fossero già accadute. Seguendo le istruzioni di Geremia, Baruch lesse lo scritto al popolo Ebraico che si erano riuniti al Tempio. Rashì racconta che lo scritto fu letto dinanzi al Re Yehoiakìm il quale, dopo aver sentito solo alcuni versi, gettò la pergamena nel fuoco.

Come Geremia profetizzò, nel 9 di Av il Tempio fu distrutto e gli Ebrei portati in schiavitù. Da allora si legge il libro di Lamentazioni la sera del 9 di Av.

9. Il 15 di Av è noto come uno dei giorni più felici della storia ebraica


Il 15 di Av indica la rinascita dopo la distruzione. In questo giorno le figlie di Gerusalemme prendevano in prestito vesti di lino per non imbarazzare chi non aveva bei vestiti e ballavano nei vigneti per trovare marito.

Il Talmùd considera questa la più grande festività dell’anno seguita da Yom Kippùr, poiché la sua essenza rappresenta la redenzione futura.

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10. Ricordando un padre


Il 20 di Av è la hilulà del padre del Rebbe di Lubavitch, Rav Levi Yitzchak Schneerson (1878-1944), deceduto ad Alma Ata nel Kazakhstan. Rav Levi Yitzchak era rabbino capo di Yekaterinoslav (oggi Dnipro, Ucraina) e fu arrestato ed esiliato al Kazakhstan dal regime Stalinista per via del suo lavoro per mantenere la vita ebraica nell’Unione Sovietica.