L’ultimo mese dell’anno riveste una certa importanza nel calendario ebraico in quanto funge da porta d’ingresso all’anno nuovo, quale periodo del Tikkùn (riparazione) e preludio alla Teshuvà (pentimento e ritorno ad Hashem). Elul è, inoltre, un mese molto significativo per il Chassidismo. Rabbi Israel Baal Shem Tov nacque il 18 Elul del 5458 (1698), e sempre il 18 Elul, nel 1734, egli dichiarò pubblicamente l’esistenza del movimento chassidico, latore ed ereditario degli atavici insegnamenti di Rabbi Shimon Bar Yochay (I°secolo) e Rabbi Yitzchak Luria (Safed-XVI° secolo), sepolti nell’oblio per lunghi secoli, soprattutto nelle regioni dell’Europa orientale.

Il 18 Elul è segnato altresì dalla nascita di Rabbi Shnéor Zalman di Lyadi, fondatore del Chassidismo Chabad. Il valore numerico del termine Chai (vita) corrisponde a 18. Pertanto, Chai Elul è il momento cruciale dal quale tutto il mese trae la sua vitalità, specie i dodici giorni che lo separano da Rosh Hashanà, i quali rappresentano rispettivamente i dodici mesi dell’anno e sono quindi, ognuno con la sua specificità, propizi a un attento esame delle azioni passate, alla preghiera, al pentimento e alla promessa davanti al Signore di fare e mantenere i nostri buoni propositi per l’anno che segue. L’interpretazione simbolica della cifra 18 è la perfetta ambasciatrice dello spirito hassidico, in quanto questa organizzazione si prefissò (allora e tuttora) come obiettivo la rinascita della coscienza ebraica in tutti gli ebrei, a prescindere dalle loro diverse condizioni socio-culturali. Il Baal Shem Tov, infatti, si adoprò per enfatizzare e rivelare il potenziale e i lati positivi di ogni individuo, servendosi del luminoso, quanto semplice e concreto, esempio delle Mitzvòt.

Il modus operandi del Chassidismo è caratterizzato da un approccio positivo, da spiegazioni confortanti e da un interrogarsi in modo sereno e gioioso. Questi elementi indicano la via del Servizio Divino, dando all’esistenza terrena e all’applicazione dei comandamenti un senso profondo. La Chassidùt, è utile ricordarlo, dopo la prima fase di avvicinamento alla Torà, si incarica di spronare l’ebreo allo studio, svelando il significato nascosto, cabalistico, filosofico e metafisico dei Testi, insomma apportando soddisfacenti risposte e chiarimenti, in base alle dottrine dei sopraenunciati Grandi Maestri della Kabbalà (Cabala). Non per niente, essa è denominata “La Torà celata”.

Rabbi Shneòr Zalman di Lyadi (1745-1845) proseguì l’opera del Baal Shem Tov, il suo avo spirituale, in un costante impegno verso il prossimo e in un totale annichilimento di se stesso. Per merito delle sue efficienti iniziative, egli infuse fiducia e fede nell’animo ebraico e fu promotore dell’applicazione delle tradizioni chassidiche in tantissime comunità ebraiche, che in quei tempi attraversavano momenti cupi e disperati, sia materialmente e fisicamente (persecuzioni, pogrom e povertà) che intellettualmente. Chai Elul simboleggia quindi la vita, infondendo entusiasmo e speranza. È l’elemento centrale del mese che precede la solenne ricorrenza di Rosh Hashanà, preparandoci ad accoglierla decorosamente al fine di essere degni di usufruire di un anno felice, prospero e colmo di benedizioni.