Hoshea 2:1-22.

Il numero dei figli di Israele sarà grande, come i granelli di sabbia non si potrà contarli. Ora si dice che essi non sono veramente il popolo del Sign-re, invece in futuro si dirà Figli del D-o Vivente. Si raduneranno i figli del regno di Giuda e quelli di quello di Israele – si fa riferimento ai due regni dopo la scissione avvenuta dopo il re Salomone – e ci sarà un solo capo su di loro. Sarà un grande giorno per Izr’eel (nome del popolo di Israele).

Il Sign-re invoca il popolo a ribellarsi contro l’idolatria e a ritornare verso di Lui. Viene fatto l’esempio di una madre (cioè il regno di Israele) che si sia prostituita e abbia commesso adulterio (cioè commesso idolatria) contro suo marito (cioè D-o) che la caccia e non la vuole più, tanto che la ripudia come moglie, e le annuncia pene severe per i suoi gesti immorali, fino a che ammetterà che sono il frutto dei suoi amanti (le divinità pagane). Poiché la moglie adultera non sapeva che il pane e il vino provenisse dal marito, quest’ultimo la priverà della farina e del mosto così che si renda conto chi fosse a mantenerla. Poi la condurrà nel deserto (in esilio) per parlarle al suo cuore e restituirle le sue vigne e i suoi campi. Così moglie e marito si ricongiungeranno, e lei chiamerà il marito ishì e non più ba’alì – due termini analoghi per dire marito, siccome si sarà staccata così tanto dall’idolatria non vorrà usare neanche una parola che possa ricordare la divinità pagana (Ba’al) – in quel giorno il Sign-re farà un patto anche con tutti gli animali perché non ci siano più strumenti di guerra ne distruzione. Trionferà il diritto, la giustizia e la misericordia.