1. Elul è l’ultimo mese

Elul è il 12esimo mese del calendario ebraico (e il sesto mese da Nissan). Esso dura sempre 29 giorni e finisce nello stesso giorno della settimana nel quale inizia (Domenica, Lunedì, Mercoledì o Venerdì), questo per far s 6 che le festività nel mese successivo cadano nei giorni giusti.

2. È quando il “Re è nel campo”

Mentre ci avviciniamo a Rosh Hashanà e Yom Kippùr, ci prepariamo per questi giorni solenni. Nella tradizione chassidica si dice che, durante questo mese, “il Re (D-o) è nel campo”, sorridente e accessibile a tutti. Una volta iniziate le festività, invece, D-o si trova, per così dire, nel Suo palazzo. L’esperienza durante le festività è molto più intensa e maestosa, ma è ora il momento in cui chiunque può avvicinarsi a D-o con le proprie richieste.

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3. È tempo d’introspezione

Dopo che il popolo ebraico fece il peccato del Vitello d’Oro, Moshè trascorse questo mese (e i successivi dieci giorni fino a Yom Kippùr), chiedendo il perdono completo da parte di D-o e ottenendo le seconde tavole. Questo periodo è quindi particolarmente propizio per avvicinarci a D-o. Dedica del tempo al cheshbòn hanefesh (“esame di coscienza”), facendo un bilancio delle tue azioni, dei tuoi pensieri e delle tue conversazioni dell’anno passato. In quali ambiti sei migliorato e in quali hai ancora bisogno di crescere? Rifletti con onestà e profondità, e sarai già ben avviato quando arriverà Rosh Hashanà.

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4. Diciamo Selichòt durante questo mese

Le Selichòt (“Perdono”) sono preghiere speciali che si recitano nei giorni di digiuno e durante questo periodo. Il momento culminante delle Selichot è la recitazione dei 13 attributi della misericordia, la formula che D-o diede a Mosè per ottenere il perdono divino. I Sefarditi iniziano a recitare le Selichòt all’inizio del mese di Elul e terminano 40 giorni dopo, a Yom Kippur. Gli Ashkenaziti iniziano a recitare le Selichòt alcuni giorni prima di Rosh Hashanà (sempre di sabato sera).

5. Il Nome Elùl è carico di significato

Il mese viene chiamato Elùl per la prima volta in Nechemia 6:15, dove si legge che il muro attorno a Gerusalemme fu completato il 25º giorno del mese. (Curiosità: è anche il giorno in cui, secondo la tradizione, ebbe inizio la creazione del mondo, che si concluse sei giorni dopo, il 1º Tishrei.)

Le quattro lettere di Elùl (אלול) sono considerate un acronimo di אני לדודי ודודי לי, “Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me,1 ” che esprime la nostra vicinanza con D-o in questo periodo. È anche un acronimo per [ואשר לא צדה והאלקים] אנה לידו ושמתי לך [מקום], “[Ma colui che non l’ha fatto con premeditazione, bensì D-o] glielo ha fatto capitare nelle mani, Io ti preparerò [un luogo dove potrà fuggire]2.” Questo versetto si riferisce alla Città Rifugio, dove chi aveva ucciso involontariamente poteva trovare salvezza, e rappresenta simbolicamente il rifugio che D-o offre a ciascuno di noi quando cerchiamo di rimediare ai nostri errori passati.

6. Il segno del mese è della vergine

Conosciuto in ebraico come betulà, “fanciulla” o “vergine”, il segno zodiacale di questo mese è emblematico del tema centrale del periodo: avvicinarsi a D-o. Infatti, durante questo mese, abbiamo la forza di attingere in profondità dentro di noi e connetterci con ciò che è puro e divino, non contaminato dalla grossolanità che ci circonda. Questo è rappresentato dalla betulà, che è incontaminata dal peccato3.

7. Ascoltiamo lo Shofar ogni giorno

Potrebbe sorprenderti sapere che non è solo a Rosh Hashanà che si suona lo shofar. Ogni giorno del mese di Elul (eccetto di Shabbat e il giorno prima di Rosh Hashanà), si suona lo shofar dopo le preghiere del mattino. I suoni penetranti dello shofar risvegliano l’anima e ci ispirano ad avvicinarci a D-o, come si legge: “Può forse suonare il corno in una città senza che il popolo ne abbia timore?”

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8. Auguri per un anno dolce

Le parole hanno una forza particolare, per cui quando si finisce una conversazione o si scrive un email o un messaggio Whatsapp, ci si augura a vicenda, ketivà vachatimà tovà, di essere scritti e sigillati per il bene [nel Libro della Vita] o shanà tovà, un buon anno.

9. Diciamo il Salmo 27 due volte al giorno

Dopo le tefillòt del mattino e del pomeriggio (o in alcune comunità, di sera), si dice il Salmo 27 che inizia con le parole “A David: Il Sign-re è la mia luce e la mia salvezza”. Il kabbalista Rav Binyamin Benish Cohen scrisse nel 1706 che chiunque dica questo Salmo in uno stato di purezza e concentrazione, le sue preghiere verranno risposte e che esso ha il potere di annullare decreti divini. Quest’uso continua fino a Hoshanà Rabbà, l’ultimo giorno di Succòt4.

Leggi: Come mai si dice il capitolo 27 nel mese di Elul?

10. Altri tre capitoli

Il Baal Shem Tov ha iniziato l’uso di dire altri tre capitoli di Salmi al giorni dal primo giorno di Elùl fino a Yom Kippùr, quando si dicono i trentasei rimasti, completando così l’intero libro dei Tehillìm.

11. Fai controllare i tuoi tefillìn e le mezuzòt

Nel mese di Elùl si usa essere più scrupolosi del solito nell’osservanza delle mitzvòt. Molti hanno l’uso di far controllare i tefillìn e le mezuzòt per essere certi che sono ancora kasher. Il Rebbe scrisse che quest’uso5 è “meritevole e molto appropriato che tutti lo pubblicizzino”.

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12. Dai più Tzedakà

Durante questo mese si da Tzedakà liberamente, accumulando meriti per noi e tutta l’umanità, prima che staremo davanti a D-o.

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13. La nuova stagione di studi inizia ad Elùl

Tipicamente, le Yeshivòt dividono l’anno academico in zemanìm, trimestri. Lo zeman di Elùl dura fino alle feste ed è quindi quello più breve (gli altri durano da dopo Sukkòt fino a Pesach e da dopo Pesach fino all’estate). L’importanza di questo inizio non è da sottovalutare, infatti è in questo periodo che gli allievi si ambientano, conoscono i loro compagni di studio e si preparano per un anno di crescita personale e studio ottimale con l’aiuto di D-o.