Rabbi Chiya e Rabbi Shimon ben Chalafta stavano studiando Torà insieme nella Casa di studio di Tiberiade, il pomeriggio prima di Pèsach (secondo alcuni era il pomeriggio prima di Yom Kippùr), quando sentirono voci di persone che piangevano. Rabbi Shimon chiese a Rabbi Chiya: “Cosa faranno queste persone?”
Rabbi Chiya disse: “Coloro che hanno, compreranno cibo, e coloro che non hanno nulla andranno dai loro datori di lavoro che daranno loro”.
Rabbi Shimon disse: “Se è così, anch’io andrò dal mio Datore di lavoro ed Egli mi darà”.
Uscì e andò a pregare in una caverna vicino a Tiberiade, e vide una mano tesa verso di lui con una perla. Egli portò la perla a Rabbi Yehuda Hanassì, che gli chiese: “Dove l’hai presa? Sembra [così preziosa] da non avere prezzo! Non venderla, e invece prendi questi tre dinar, vai e prepara tutto ciò che ti serve per la festività, e dopo la festività spargeremo la voce e chi offrirà la cifra più alta prenderà la perla”. Rabbi Yehuda Hanassì diede tre monete a Rabbi Shimon in maniera che egli non dovesse vendere la perla per acquistare ciò che gli serviva per la festività.
Rabbi Shimòn prese i tre dinar, si recò a fare i suoi acquisti e andò a casa. Sua moglie vide ciò che aveva comprato e si stupì, e chiese: “Shimon, hai cominciato a rubare? Cos’è tutto questo?”
Rabbi Shimon le raccontò tutto ciò che era successo. Lei gli disse: “Nel Mondo a Venire tutti i giusti siederanno sotto baldacchini fatti di perle, vuoi forse avere una perla in meno dei tuoi colleghi?”
“Cosa facciamo?”, le chiese.
“Vai e restituisci tutte le cose che hai comprato, restituisci i soldi a chi te li ha dati e restituisci la perla al suo proprietario”.
Quando Rabbi Yehuda Hanassì sentì che Rabbi Shimon aveva rinunciato a ciò che aveva preso, mandò a chiamare la moglie di Rabbi Shimon e le disse: “Stai causando tutta questa afflizione a tuo marito, che è un giusto!”.
Ella replicò: “Vuoi che il suo baldacchino abbia una perla in meno del tuo nel Mondo a Venire?”
“E se il suo baldacchino sarà più piccolo, forse che non potremo compensare con altri suoi meriti?” replicò Rabbi Yehuda.
Ella le rispose: “Rabbi, in questo mondo abbiamo avuto il privilegio di vedere il suo volto, ma forse non l’avremo nel Mondo a Venire; non è forse che ogni persona giusta avrà una sua dimora tutta per sé?”
Rabbi Yehuda ammise che lei aveva ragione. Pregò affinché D-o riprendesse la perla, apparve una mano tesa e la riprese.
Quando Rabbi Shimon aveva preso la perla, il palmo della sua mano era rivolto verso l’alto e quella dell’angelo verso il basso, come se stesse dando una cosa in prestito; quando l’angelo prese la perla, il palmo di Rabbi Shimon era rivolto verso il basso e la mano dell’angelo sotto di esso.
Dissero i Maestri: “Il secondo miracolo era più grande del primo, poiché il modo del Cielo è di dare, e non di prendere”.
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