Risposta: Il Talmùd1 riporta due motivi per cui ogni sera aggiungiamo una candela.

1) Per indicare quale sera di Chanukkà si tratta.

2) Nelle cose sacre, è uso salire (aumentare) piuttosto che scendere (diminuire).

Molti notano che ci sono differenze fondamentali tra questi due motivi che hanno ramificazioni pratiche riguardo alle leggi sull’accensione della chanukià. Ma prima, esaminiamo il contesto.

Tre livelli per fare la mitzvà

Il Talmùd2 descrive tre livelli per osservare la mitzvà di accendere i lumi di Chanukkà:

a) La mitzvà essenziale è che ogni sera di Chanukkà si aggiunga una candela da parte del padrone di casa per tutti coloro che vivono in quella casa.

b) Coloro che si comportano in modo mehadrìn (meticolosi nell’osservanza delle mitzvòt) aggiungono un lume in più per ogni membro della casa3.

c) Coloro che sono mehadrìn min hamehadrìn (ancora più meticolosi) aggiungono4 il numero dei lumi ogni giorno.

“Meticoloso” e “molto meticoloso”

C’è un dettaglio che va chiarito. Il terzo livello, mehadrìn min hamehadrìn, è un livello separato o include e si estende al livello mehadrìn?

Secondo Tosafòt, non è considerato un aspetto in più del secondo modo di accendere, quello di mehadrìn. Pertanto, al livello di mehadrìn min hamehadrìn solo una persona del nucleo famigliare accende e aggiunge un lume ogni sera5.

Secondo Maimonide è considerata un’aggiunta al modo mehadrìn di accendere, per cui tutti i membri della casa che accendono una chanukià accendono un lume in più ogni sera6.

I commenti spiegano che questa divergenza dipende dal motivo per cui si aggiunge un lume ogni sera7. Se lo scopo è indicare quale notte di Chanukkà sia, allora dovremmo avere solo una persona che accende un lume in più ogni sera, poiché se tutti i famigliari accendono, potrebbe causare confusione riguardo a quale sera di Chanukkà sia.

Tuttavia, se il motivo è di aumentare nelle cose sacre, in tal caso non fa nessuna differenza quante persone accendano, purché ognuno aggiunga il numero di lumi. Pertanto, mehadrìn min hamehadrìn sarebbe in aggiunta alla modalità mehadrìn, e tutti accenderebbero un lume in più ogni sera.

Di fatto, l’usanza diffusa nelle comunità Ashkenazite è che tutti i membri della casa accendono un lume in più ogni sera8.

Oltre la lettera della legge

Anche se in teoria la mitzvà di accendere la chanukià può essere osservata a livelli diversi, di fatto, questa mitzvà è particolare nel fatto che tutti usano accendere nel modo migliore, mehadrìn min hamehadrìn.

Il Rebbe di Lubavitch spiega che questo è un riflesso dell’unicità del miracolo dell’olio che durò otto giorni. A differenza di altri miracoli, tra cui la vittoria sui seleucidi, il miracolo dell’olio sembrava apparentemente non necessario poiché in quelle circostanze era permesso usare olio impuro. Eppure D-o fece questo miracolo per mostrare il Suo amore profondo per il Suo popolo che, con grande sacrifici, aveva appena combattuto una guerra per osservare le Sue mitzvòt.

Quindi, in un certo modo, l’essenza di questa festività è di andare ben oltre ciò che è richesto. È per questo motivo che l’uso universale è di accendere la chanukià nel modo più meticoloso, mehadrìn min hamehadrìn, come riflesso del nostro grande amore per D-o e del Suo per noi9.