La lettura della Torà del mattino di Yom Kippùr descrive il servizio svolto in questo giorno dal Kohen Gadòl (Sommo Sacerdote) nel Tempio Santo di Gerusalemme.

Una caratteristica speciale del servizio di Yom Kippùr era il sorteggio tra due capre — uguali d’età, dimensione e aspetto — per determinare quale sarebbe stato offerto a D-o nel Tempio e quale sarebbe stato inviato nel deserto, portando con sé i peccati di Israele.

Il momento culminante del servizio avveniva quando il Kohen Gadòl entrava nel sancta sanctorum del Tempio, il Kodesh HaKodashìm. Indossando speciali vesti di puro lino bianco, egli vi entrava con una padella di carboni ardenti nella mano destra e un mestolo contenente la misura esatta di ketoret nella sinistra. Nel Kodesh Hakodashìm, deponeva il ketoret sul carbone, aspettava che la stanza si riempisse del suo fumo aromatico e si ritirava rapidamente dal luogo santo.

La lettura si conclude con le parole: “Questo sarà per voi uno statuto eterno… Poiché in questo giorno Egli vi perdonerà, per purificarvi, affinché siate mondi da tutti i vostri peccati davanti a D-o… una volta all’anno”.


Durante la preghiera pomeridiana (Minchà), si legge il capitolo 18 di Levitico, che elenca i divieti relativi all’incesto e ad altri comportamenti sessuali devianti. Questa lettura è seguita dall’haftarà che narra la storia di Yonà — il profeta inviato ad annunciare la distruzione della città peccatrice di Ninveh, che tentò di fuggire da D-o, fu inghiottito da un pesce e imparò il potere della preghiera e del pentimento per suscitare la misericordia divina e annullare i decreti più severi.