La mattina di Yom Kippùr:

Isaia 57:14-58:14

L’haftarà di oggi tratta i temi del pentimento e del digiuno, l’argomento centrale di Yom Kippùr.

La profezia inizia con le parole: “Spianate, spianate, preparate la via; rimuovete gli ostacoli dal cammino del Mio popolo”. È un riferimento al yetzer harà (l’inclinazione al male) che deve essere eliminato per aprire la strada a un pentimento sincero. D-o assicura che non sarà adirato per sempre con chi si pente; al contrario, Egli li guarirà e li guiderà. I malvagi, invece, sono paragonati al mare in tempesta: “Non c’è pace per i malvagi”.

D-o esorta il profeta Isaia a rimproverare il popolo per il modo in cui digiuna, che Egli considera riprovevole — un messaggio che risuona ancora oggi:

“Ogni giorno fingono di cercarMi, desiderosi di conoscere le Mie vie… ‘Perché abbiamo digiunato e Tu non hai visto? Perché abbiamo afflitto la nostra anima e Tu non lo sai?’ Ecco, nel giorno del vostro digiuno perseguite i vostri affari e pretendete con forza il pagamento dai vostri debitori. Ecco, digiunate per litigare e contendere, e per colpire con pugno di malvagità. Non digiunate come si conviene oggi, per far udire la vostra voce in alto. È questo forse il digiuno che Io desidero?… È forse chinare il capo come una canna e stendersi su sacco e cenere?”

Isaia insegna invece al popolo il vero modo di digiunare:

“Sciogli i legami della malvagità, sciogli i nodi dell’ingiustizia, libera gli oppressi e spezza ogni giogo gravoso. Offri il tuo pane all’affamato, accogli in casa i poveri senza tetto. Quando vedi qualcuno nudo, vestilo… Allora invocherai e il Signore risponderà, griderai ed Egli dirà: “Eccomi”.… D-o ti guiderà sempre, sazierà la tua anima di luce, rinvigorirà le tue ossa e sarai come un giardino ben irrigato, come una sorgente le cui acque non mancano mai…”

L’haftarà si conclude con la promessa di grandi ricompense per coloro che onorano e trovano gioia nello Shabbat.

Il pomeriggio di Yom Kippùr:

Libro di Yona; Micha 7:18-20.

Oggi leggiamo l’intero Libro di Yona/Giona poiché contiene un messaggio fondamentale e sempre attuale sulla preghiera e sul pentimento.

D-o ordinò al profeta Yona di recarsi a Ninive e presentare ai suoi malvagi abitanti un ultimatum: pentitevi oppure sarete distrutti. Yona rifiutò di eseguire questo ordine e fuggì imbarcandosi su una nave. Forti venti minacciarono di affondare l’imbarcazione; furono gettate le sorti tra l’equipaggio e i passeggeri, e il sorteggio indicò che Yona era la causa della tempesta. Egli ammise la propria colpa e chiese di essere gettato in mare. Appena Yona fu gettato nell’oceano in tempesta, il mare si calmò.

Yona fu inghiottito da un grande pesce e, nel ventre dell’animale, fu mosso al pentimento. Il pesce lo rigurgitò e Yona si recò a Ninive, proclamando la parola di D-o: entro quaranta giorni la città sarebbe stata rovesciata. Gli abitanti digiunarono e si pentirono, e il decreto divino venne annullato.

Quando Yona espresse il proprio disappunto per questo esito, D-o gli impartì una lezione. Mentre il profeta sedeva alla periferia della città, la pianta di kikayon che gli forniva ombra venne attaccata da un verme e seccò; Yona ne fu molto addolorato. “E D-o disse: Tu hai avuto pietà del kikayon, per il quale non hai faticato né lo hai fatto crescere, che in una notte è nato e in una notte è perito. E Io non dovrei avere pietà di Ninive, la grande città, nella quale vi sono più di centoventimila persone…?”

L’haftarà si conclude con un breve brano del Libro di Micha, che descrive la bontà di D-o nel perdonare i peccati del Suo popolo: “Egli non serba per sempre la Sua ira, poiché ama la bontà. Avrà compassione di noi, calpesterà le nostre colpe e getterà tutti i nostri peccati nelle profondità del mare”. Micha termina invocando D-o affinché ricordi i patti stipulati con i Patriarchi: Avrahàm, Ytzchàk e Yaakòv.