Botta: Quali sono le considerazioni riguardo all’uso di dispositivi ad attivazione vocale di Shabbat?

Risposta: Ottima domanda!

Assistenti virtuali che vengono attivati a voce, come Alexa o Siri, sono dispositivi elettronici alimentati dall’intelligenza artificiale (IA) e la programmazione neuro linguistica (PNL). Essi funzionano in questo modo: ascoltano una parola che li “sveglia”, come “Alexa” o “ciao Siri”, che attiva il microfono del dispositivo. Una volta attivati, le tue direttive dette a voce vengono registrate e inviate ai server cloud, dove gli algoritmi analizzano l’audio e interpretano la tua richiesta. Questi sistemi usano grandi database e vari macchinari per capire il contesto, riconoscere gli schemi e per dare risposte accurate, che si tratti di rispondere a domande, suonare musica, controllare dispositivi o altro.

Come molte tecnologie moderne, questi dispositivi danno voce a numerose e intriganti domande halachiche, come ad esempio:

Quali divieti sono associati al loro uso di Shabbat?

Se sappiamo che non possono essere usati, e stiamo attenti a non dire la parola “Alexa” durante Shabbat, possiamo lasciare il dispositivo collegato alla corrente?

Ci sono situazioni in cui sarebbe permesso utilizzarli?

Mettere la museruola a un animale

Siccome interagiamo con questi dispositivi tramite la parola, la prima domanda da porre è se la parola è considerata azione. Incredibilmente la questione fu già affrontata nell’era Talmudica.

È scritto nella Torà, “Non metterai la museruola a un bue quando sta trebbiando [il grano]1. Il Talmùd discute se si viola questo divieto quando si impedisce all’animale di mangiare tramite un comando via voce (ad esempio gridando ogni volta che cerca di mangiare). Secondo Rabbi Yochanan, anche un ordine a voce è una trasgressione del divieto, mentre il suo allievo e collega Resh Lakish non è d’accordo. Il Talmùd spiega che i due Maestri discutono se l’ordine a voce debba essere considerato un’azione2.

L’halachà segue l’opinione di Rabbi Yochanan, per cui un ordine a voce è un’azione concreta3. Pertanto, usare un ordine a voce per attivare un dispositivo a fare un atto proibito di Shabbat è problematico.

Preparare la manna di Shabbat

C’è un altro precedente interessante, direttamente collegato al divieto di lavorare di Shabbat. Il Talmùd spiega che la manna elargita ai nostri antenati mentre erano nel deserto era un cibo celeste, che prendeva il sapore di qualsiasi cibo una persona volesse.

I commentatori chiedono: se il sapore della manna poteva cambiare tramite il pensiero o la parola, come mai la Torà ha istruito il popolo ebraico di preparalo (cucinandolo o cuocendolo al forno) prima di Shabbat? 4 Perché non ha detto di prepararlo durante Shabbat?

I Maestri spiegano che anche se il cibo viene cotto tramite il pensiero o la parola, ciò è comunque considerato un lavoro proibito di Shabbat5.

Siccome non puoi deliberatamente causare un’operazione proibita di Shabbat, è chiaro che non è permesso dire ad Alexa di spegnere le luci, cambiare la temperatura o cuocere il tuo brodo.

E se non si tratta di ordini che portano ad azioni chiaramente proibite?

Si possono usare per informazioni o per musica?

Come detto sopra, comunicare con un dispositivo e riceverne una risposta è problematico, ed è simile a usare un microfono di Shabbat; infatti questi dispositivi funzionano lasciando un microfono acceso durante Shabbat con un chip che decifra e trasforma i segnali elettronici, che a loro volta fanno sì che il congegno risponda/si attivi.

Le autorità rabbiniche contemporanee proibiscono l’uso di microfoni di Shabbat per diversi motivi halachici, tra cui i seguenti (ma non solo):

Molìd Kol – creare un suono: l’atto di usare un microfono include creare un suono dalla propria voce che è considerato una forma di “creare qualcosa di nuovo”, ed è quindi proibito6.

Circuito chiuso ed elettricità: alcuni microfoni funzionano grazie a circuiti elettrici. L’atto di parlare in un microfon, può quindi causare cambiamenti nell’elettricità come completare o cambiare un circuito o incrementando la corrente elettrica, che potrebbe essere un’azione proibita di Shabbat7.

Avash Milta (fare rumore) e Zilzùl Shabbat (degradare la santità dello Shabbat): alzare il volume del suono contrasta con l’atmosfera rilassante di Shabbat, che implica non avere disturbi esterni8. (Questo vale anche se in teoria sia stato risolto qualsiasi altro problema halachico con l’uso del microfono di Shabbat).

Shema Yetakèn Kli Shir (aggiustare o montare uno strumento musicale): c’è un divieto rabbinico sull’uso di strumenti musicali di Shabbat, per via del rischio di aggiustarli o assemblarli (azioni proibite di Shabbat). L’uso dei microfoni, che producono e amplificano il suono in maniera analoga a uno strumento musicale, rientra in questa categoria di lavori proibiti9.

Alcune delle questioni menzionate si applicano anche agli assistenti virtuali attivati a voce. Inoltre, a differenza di un microfono, questi dispositivi non solo amplificano la tua voce ma rispondono e interagiscono con essa, e ciò rende il loro uso ancora più problematico di Shabbat (oltre al fatto che quando li si innescano spesso si attivano anche le luci).

Spegnerli prima di Shabbat?

In base a tutto ciò, la cosa migliore è spegnere questi dispositivi prima di Shabbat, perché sono elaborati in modo da dover costantemente ascoltare ed elaborare tutte le parole dette, cosa problematica di Shabbat.

Se ti dimentichi di spegnerli prima di Shabbat, è meglio evitare di parlare nella stessa stanza, ma sarebbe probabilmente permesso in caso di necessità.