Shmuel e Avlet, un astrologo persiano, erano seduti insieme a osservare la gente che andava allo stagno a tagliare canne.

Avlet disse a Shmuel: “Quel tizio laggiù andrà allo stagno, ma non tornerà. Un serpente lo morderà e morirà.”

Shmuel rispose: “Se è ebreo, tornerà.”

E infatti, mentre erano seduti lì, l’uomo tornò.

Avlet si alzò e prese il fascio di canne dalla schiena dell’uomo. All’interno, tra le canne, c’era un serpente tagliato in due.

Shmuel chiese all’uomo: “Devi aver fatto qualcosa di buono per essere stato salvato dalla morte in quel modo. Che cosa hai fatto?”

L’uomo rispose: “Ogni giorno, mettiamo insieme il nostro cibo e poi lo condividiamo. Oggi, un uomo non aveva nulla da dare ed era imbarazzato, così ho detto a tutti: ‘Oggi raccolgo io il cibo.’ Quando sono arrivato da lui, ho finto di prendere qualcosa affinché egli non si vergognasse.”

Shmuel gli disse: “È stato molto generoso da parte tua.” E spiegò poi la frase “La carità salva dalla morte” (Proverbi 10:2), intendendo non solo che salva da una morte innaturale, ma che salva dalla morte stessa.

Traduzione Inglese di Ester Rabi. Traduzione Italiana di Chani Benjaminson.