Un uomo d’affari, le cui attività erano andate alla deriva, si recò dal suo rebbe, Rabbi Avraham Yehoshua Heshel di Apta. Spiegò che sua figlia era in età da matrimonio ed era in alto mare per quanto ruguardava la dote necessaria per farla sposare.
Il rebbe gli chiese quanto denaro avesse con sé.
«Le mie tasche sono praticamente vuote». disse l’uomo. «Mi è rimasta solo una moneta».
«Torna a casa», gli consigliò il rebbe. «E accetta la prima proposta d’affari che ti si presenterà. Essa ti procurerà i mezzi per far sposare tua figlia».
L’uomo tornò a casa, chiedendosi come avrebbe mai potuto ottenere una somma simile avendo a disposizione una sola moneta da investire.
Durante il viaggio, si fermò in una locanda dove vide un gruppo di commercianti di diamanti intenti a discutere di affari. Uno di loro si rivolse a lui e chiese: «Perché ci guardi così? Vuoi forse comprare un diamante?».
Ricordandosi che il rebbe gli aveva detto di accettare la prima proposta d’affari che avesse ricevuto, rispose di sì. Quando il commerciante gli chiese quanto potesse spendere, l’uomo gli porse la sua unica moneta, tutto ciò che aveva. Il commerciante di diamanti scoppiò in una fragorosa risata. «Con una moneta pensa di comprare un diamante!».
«Sai una cosa?» disse. «Ho qualcosa che posso venderti per quella cifra. Posso venderti il mio olam habà, il mio posto nel Mondo a Venire, per un rublo. Che ne dici?».
Fu redatto un contratto, e tutti i commercianti presenti risero di gusto.
Quando il commerciante di diamanti tornò a casa e raccontò alla moglie la divertente storia, lei non ne fu affatto felice. «Perché dovrei restare sposata con qualcuno che non ha un posto nel Mondo a Venire?!» sbottò. «Con chi starò lassù?».
«Se non hai olam habà, divorzia da me». disse. «Se vuoi restare sposato, torna subito da quell’uomo e riprenditi il tuo posto nel Mondo a Venire».
Così tornò alla locanda, dove trovò il chassid indigente.
«Ti restituisco la tua moneta se annulli il contratto» propose.
Il chassid rifiutò.
«Va bene, ti darò più di quanto hai pagato, ma ridammi la mia parte nel Mondo a Venire!»
Il chassid rifiutò ancora.
«Quanto vuoi?»
«Mille monete». rispose infine l’uomo, basandosi sulla promessa del rebbe secondo cui quella transazione gli avrebbe procurato i fondi necessari per il matrimonio di sua figlia. Spiegò questo al mercante disperato che aveva davanti.
Il mercante provò a contrattare, ma inutilmente. Il chassid rimase fermo sulla sua richiesta. La somma fu consegnata e il contratto annullato, restituendo al mercante la sua parte nel Mondo a Venire.
Breve tempo dopo, la moglie del mercante si recò dal Rebbe di Apta.
«L’olam habà di mio marito valeva veramente mille monete?! Lo aspettava davvero un così bel posto nel Mondo a Venire? O valeva solo quella monetina con cui era stato inizialmente venduto?».
Il rebbe rispose usando le sue stesse parole: «Quando tuo marito lo vendette, il suo olam habà valeva davvero solo una moneta. Ma quando lo ricomprò dando all’altro uomo il denaro necessario per far sposare sua figlia, il suo olam habà divenne certamente degno di mille monete, se non di più».
Quanto vale il nostro olam habà? Cosa possiamo fare per accrescerlo? Seguiamo le istruzioni dei nostri saggi, anche quando non ci sembrano necessariamente sensate al momento? Abbiamo piena fiducia che l’esito sarà buono come ci è stato assicurato?
(Di Hillel Baron. Adattato da Tzaddikim Lemofet, pag. 72.)
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