Dopo il suo rilascio dalla prigione il 19 Kislev 5559 (1798), un evento che fu una vittoria decisiva del movimento chassidico su chi lo opponeva, Rabbi Schneur Zalman di Liadi mandò una lettera1 a tutti i suoi seguaci avvisandoli di non provare sentimenti di fierezza e superiorità su i loro antagonisti. La lettera inizia citando il verso dove Ya’akòv dice a D-o: “Sono diminuito (katonti) da tutte le bontà...Tu hai mostrato al Tuo servo.”2 Rabbi Schneur Zalman spiega:

“Il significato di questo è che ogni bontà data da D-o su una persona dovrebbe causargli di essere molto umile. Poiché una bontà [divina] è [un’espressione di].. ‘la Sua mano destra mi abbraccia’,3 D-o sta davvero portando la persona vicina a Se, più intensamente di prima. E più vicina è una persona a D-o...più grande è l’umiltà che ciò dovrebbe suscitare in lui...Questo perché ‘tutto dinanzi a Lui è come nulla’4 [così egli percepisce se stesso]...questo è l’attributo di Ya’akòv...

“L’esatto opposto è il caso per la sfera contrastante di...kelipà (malvagità): più bontà viene mostrata a una persona, più egli cresci in arroganza e autocompiacimento.

Perciò vengo con un richiamo importante a tutta la nostra comunità riguardo tutte le bontà che D-o ci ha eccezionalmente mostrato: Prendete l’attributo di Ya’akòv...non sentitevi superiori ai vostri fratelli (ossia, gli oppositori del chassidismo); non date carta biancha alle vostre bocche riguardo a loro o sibilate a loro D-o non voglia. [Io] vi avviso severamente: Non menzionate [la nostra vittoria]. Solo rendete umile il vostro spirito e i vostri cuori con la verità di Ya’akòv...”

Il bisnipote di Rabbi Schneur Zalman, Rabbi Shmuel di Lubavitch disse una volta: “Se il Rebbe avesse omesso le parole ‘con la verità di Ya’akòv’ dalla sua lettera, avrebbe ottenuto altri 50,000 seguaci. Ma il Rebbe richiedeva la verità.