Rav Levi Yitzchak Schneerson, di benedetta memoria, padre del Rebbe, fu considerato uno dei più grandi studiosi talmudici e cabalistici della sua generazione. Servì come rabbino capo della città di Dnipropetrovsk, in Ucraina, durante la sanguinosa rivoluzione bolscevica e la successiva oppressione comunista. Nonostante le terribili persecuzioni inflitte in quei giorni ai leader religiosi, rimase fermo e coraggioso nel rafforzare lo studio e la pratica dell’ebraismo nella sua città e in tutta l’Unione Sovietica. Rabbi Levi Yitzchak fu infine arrestato, torturato e successivamente esiliato in un remoto villaggio del Kazakhstan. Il suo spirito, tuttavia, non venne mai spento, anche se il suo corpo fu piegato e alla fine cedette, portandolo a una morte prematura.

Il suo impegno disinteressato per il popolo ebraico e per l’ebraismo, anche di fronte a un regime sadico deciso a cancellarne ogni traccia, fu in seguito amorevolmente portato avanti dal figlio e discepolo, il Rebbe. Quest’ultimo seguì le sorti degli ebrei sovietici in segreto, da lontano, e vide infine i decenni di sforzi del padre sbocciare in tutta la loro pienezza con la caduta della Cortina di Ferro e la rinascita pubblica della vita ebraica in quelle terre.

Ma non solo gli ebrei dell’ex Unione Sovietica hanno un debito di gratitudine verso Rav Levi Yitzchak. Il suo esempio personale — che dimostra come l’ebraismo possa sopravvivere contro ogni avversità e come dobbiamo aderire con fermezza e orgoglio ai suoi ideali — rimane un faro di ispirazione per tutti noi oggi e per tutte le generazioni future.

Siamo inoltre collettivamente debitori a Rav Levi Yitzchak e alla sua compagna di vita, la Rabbanìt Chana, di benedetta memoria, per averci donato il Rebbe, la cui applicazione dei loro insegnamenti e del loro stile di vita a tutti noi ha cambiato il corso stesso della storia del popolo ebraico.