Per gli appassionati di ossimori, ne proponiamo uno anomalo: “vivere nel futuro”. In realtà, se si vive veramente nel futuro, non è più futuro ma presente. E se si sta solo pensando di vivere nel futuro, allora non si sta veramente vivendo.

Lag BaÒmer, il 18 di Iyàr, è l’anniversario della morte di Rabbi Shimon Bar Yochai, che visse nella seconda generazione dopo la distruzione del Bet Hamikdàsh. Egli non fu solo l’autore dello Zòhar (libro di mistica), ma anche della Mechiltà (sul midràsh) e di centinaia di norme ed insegnamenti citati nel Talmùd. Svolse un ruolo fondamentale nella trasmissione della Torà ai posteri, sia nell’aspetto rivelato che in quello esoterico. Un aspetto che caratterizzò la sua vita fu il fatto che egli visse in una realtà che, per noi, deve ancora venire: la realtà del mondo messianico di redenzione, armonia e perfezione. Si dice che per lui il Tempio non fu mai distrutto, il popolo d’Israèl non fu mandato in esilio (in senso fisico e spirituale) e il mondo aveva raggiunto la perfezione dell’Era Messianica. Come poteva pensare tutto questo quando la realtà del Santuario ridotto in macerie era davanti ai suoi occhi?

Uno Scorcio di Verità

Il Midràsh racconta un episodio della vita del grande maestro. Ci fu un suo discepolo che lasciò la Terra d’Israele e successivamente si arricchì. Gli altri discepoli ne furono invidiosi e pensarono anch’essi di lasciare la terra santa. Rabbi Shimon Bar Yochai venne a conoscenza delle loro intenzioni e decise un giorno di portarli in una vallata di fronte a Meròn. Lì disse: “Valle, valle, riempiti di monete d’oro”. Davanti ai discepoli cominciarono a sgorgare scintillanti monete d’oro. Il Maestro disse loro: “Se volete l’oro, eccolo; prendetelo. Ma sappiate che chi lo prende adesso, porta via anche la sua parte nel Mondo Futuro. La ricompensa della Torà si avrà solo nel Mondo a Venire” (Shemòt Rabbà 52:3). Il Rebbe di lubàvitch spiega la vicenda più in profondità. La Torà è l’inchiostro con cui è stato creato l’universo; il canale attraverso il quale scorrono la forza vitale e la sussistenza parte dall’Alto, anche tutto ciò che ha l’aspetto di monete d’oro. Questo mondo però è un alma deshikra – un luogo di nascondimento e menzognero. Le cose giungono a noi ma la loro fonte resta occultata; noi vediamo l’effetto ma non la causa, o al massimo ne abbiamo una percezione distorta. In questa realtà è possibile che, nonostante la Torà sia la fonte di tutto l’oro dell’universo, chi dedica la sua vita al suo studio sembra vivere nella povertà, mentre chi la abbandona sembra accumulare ricchezze. Questo è il nostro mondo. Quello futuro del Mashìach, invece, è un mondo di verità, in cui si vede la mano che c’è nel guanto, la causa è evidente nell’effetto stesso e così la fonte di ogni cosa. Rabbi Shimon viveva in quest’ultima realtà, mentre i suoi discepoli erano ancorati al mondo e furono turbati dal constatare che un loro collega che aveva abbandonato la Torà si era arricchito, mentre loro, che si affaticavano giorno e notte sullo studio della Torà – e quindi della verità – soffrivano la povertà. Il loro Maestro decise allora di concedere loro uno scorcio del Mondo a Venire e mostrò loro il mondo di verità in cui egli viveva, in ogni momento della sua vita.

L’Ossimoro

La Chassidùt spiega che nel giorno della morte di una persona, tutte le sue azioni, insegnamenti e realizzazioni raggiungono lo stato di completamento e il livello massimo di influenza in questo mondo. Nel giorno culminante della vita di Rabbi Shimon Bar Yochai, quindi, siamo in grado anche noi di condividere e percepire la sua realtà di un mondo redento e perfetto. Il Talmùd afferma che “una persona è laddove sono i suoi pensieri”: ‘vivere nel futuro’ allora non è più un ossimoro, se è lì che siamo.