Gli storici vi diranno sicuramente che le tribù semitiche della Mesopotamia del II millenio a.e.v. erano nomade per scelta di vita o per cause di forza maggiore. È vero.Tuttavia, per il nostro antenato Avrahàm lasciarsi alle spalle la terra natìa, la famiglia e tutto ciò che gli era caro, per di più non in giovane età, non doveva essere facile.
Soprattutto se si considera che la destinazione gli era del tutto ignota, così come ciò che lì lo attendeva.
"Lech lechà", gli dice H-shèm. "Va', Avrahàm, va per te! Per il tuo piacere, per il tuo bene", spiega Rashì.
Avrahàm non poteva sapere quali sorprese, buone o meno buone, gli avrebbe riservato il futuro, ma aveva pur sempre in mano una garanzia: la promessa di H-shèm. Là Avrahàm sarebbe divenuto una grande personalità; padre di una grande nazione, abbiente e potente. Il percorso avrebbe indubbiamente comportato difficoltà e addirittura incidenti, fatiche e incontri sgradevoli.
Ma alla fine, una volta raggiunta la mèta, Avrahàm avrebbe visto con i propri occhi i benefici della sua scelta e dell'esecuzione del comando divino. Ogni scelta, nella vita, comporta delle rinunce.
Scegliere una mela e non una pera significa rinunciare ai benefici dell'una a favore di quelli dell'altra. Molto difficile tuttavia, sarebbe scegliere la mela senza conoscerne le proprietà e il sapore, quando invece quelli della pera ci sono noti da anni.
Perché, quindi, questa scelta? Perché ce lo dice il medico che la pera è nociva al nostro apparato digerente mentre la mela non solo non gli arreca danno, ma apporta benefici all'intero organismo. Se si ha fiducia nel proprio medico dovrebbe essere una scelta facile, ma non lo è necessariamente. Le abitudini e la sicurezza che esse ci conferiscono, talvolta solo illusoria, possono essere molto più forti della ragione.
La vita è un percorso disseminato di scelte fra la destra e la sinistra, fra ciò che è buono e ciò che lo è molto meno, fra il facile e il difficile, fra il dolce e l'amaro. Scelte non facili, spesso dolorose e impegnative, talvolta addirittura estenuanti.
Tuttavia, quando la scelta è quella di "andarcene, per noi", quando si ha in mano la garanzia che tale scelta è a nostro beneficio, anche qualora non si è in grado di riconoscerlo immediatamente, tutto, se si vuole, può divenire più facile.
L'importante è saper guardare lontano, al di là delle abitudini che talvolta ci vincolano senza che neppure ce ne rendiamo conto; saper rinunciare per guadagnare, saper perdere per vincere, perché è H-shèm a indicarci la strada.
Parliamone