Cinque brevi riflessioni e un video tratti e adattati dagli insegnamenti del Rebbe di Lubavitch sulla Parashà Lech Lechà.

Scoprire le scintille

Al “Patto fra le Parti” D-o disse ad Avrahàm:
“Sappi che i tuoi discendenti saranno stranieri in una terra che non è loro; li renderanno schiavi e li affliggeranno… ma poi usciranno con grandi ricchezze.”

L’esilio, galùt, in ebraico, è molto più che l’allontanamento fisico di una persona dalla propria patria. Infatti, una persona in esilio è una persona separata dall’ambiente che nutre il suo modo di vivere, i suoi principi e valori, la sua identità spirituale.

Il Talmùd offre la seguente spiegazione per il fenomeno del galùt: “Il popolo d’Israele è stato esiliato fra le nazioni solo affinché si aggiungessero a loro dei convertiti.”
L’insegnamento chassidico spiega che il Talmùd si riferisce a un altro tipo di anime, che vengono trasformate ed elevate nel corso dei nostri esili: le scintille di santità contenute nel creato.

Il grande cabalista Rabbi Itzchak Luria insegnò che ogni oggetto, forza e fenomeno dell’esistenza contiene in sé una scintilla di santità, un punto di divinità che costituisce la sua anima, la sua essenza spirituale e il suo disegno.
Questa scintilla incarna il desiderio divino che quella cosa esista, e la sua funzione all’interno del piano complessivo di D-o per la creazione. Per cui, quando una persona utilizza qualcosa per servire il suo Creatore, penetra il guscio della mondanità, rivelandone e realizzandone l’essenza divina.

È per questo scopo che siamo stati dispersi sulla faccia della terra: affinché possiamo entrare in contatto con le scintille di santità che attendono redenzione in ogni angolo del mondo.

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Yitzchàk e Ishmael

In Genesi (17:7–27), leggiamo come D-o appare ad Avrahàm e gli ordina di circoncidersi, insieme a tutti i maschi della sua casa. D-o comanda inoltre che, d’ora in poi, ogni neonato maschio venga circonciso l’ottavo giorno della sua vita, come segno del “patto eterno” tra D-o e la discendenza di Avrahàm.

D-o informa poi Avrahàm che, entro un anno, lui e Sarà avranno un figlio, Yitzchak. La reazione di Avrahàm alla promessa divina fu di esclamare: “Magari Yishmael potesse vivere davanti a Te!”
Avrahàm sembra perfettamente felice di vedere in Yishmael il proprio erede, colui che continuerà la sua missione e manterrà il suo speciale legame con D-o.

Eppure D-o rifiuta la proposta di Avrahàm. Lo rassicura che anche Yishmael diventerà un grande popolo, “ma il Mio patto lo stabilirò con Yitzchak”.
L’insistenza di D-o affinché il patto si realizzi attraverso Yitzchak ci rivela qualcosa di fondamentale sulla natura del nostro rapporto con Lui.

Yishmael nacque per vie naturali, mentre la nascita di Yitzchak fu un evento soprannaturale. Yishmael fu circonciso a tredici anni, l’età del da’at (la consapevolezza), mentre Yitzchak entrò nel patto della circoncisione a otto giorni di vita, un’età in cui una persona non è ancora consapevole di ciò che accade, né del suo significato.
Perciò, Yishmael rappresenta una relazione razionale con D-o, mentre Yitzchak rappresenta un legame che va oltre la ragione.

Avrahàm riconobbe molte qualità positive in Yishmael e sarebbe stato disposto a vederlo come suo erede. Tuttavia, D-o insistette affinché il patto con Avrahàm fosse perpetuato specificamente attraverso Yitzchak e i suoi discendenti, un popolo la cui dedizione a D-o trascende il naturale e il razionale.

Il Viaggio della Vita

La parashà di questa settimana è intitolata Lech Lechà, che richiama il primo comandamento di D-o ad Avrahàm. Lech significa "vai". D-o lo stava esortando ad uscire, a lasciare la sua terra natia e la casa di suo padre, di abbandonare il bozzolo di una vita protetta e di intraprendere il proprio cammino nel mondo.

Rabbi Moshe Alshich spiega che lechà significa “per te stesso”. Viaggiando attraverso il mondo, Avrahàm stava intraprendendo un cammino di autoscoperta. Lo scopo del suo viaggio verso la Terra di Israele, la sua discesa in Egitto, il suo ritorno nella terra e tutte le sue peregrinazioni erano destinati a permettergli di comprendere la sua propria identità ed esprimere le sue qualità positive nell'ambiente che lo circondava. D-o ci guida tutti, dalla culla in poi, passo dopo passo, attraverso una varietà di esperienze, le quali hanno lo scopo di permetterci di scoprire ed esprimere il nostro potenziale divino interiore.

Quando Avrahàm iniziò il suo viaggio, portò con sé “le anime che aveva fatto in Charan”: le persone che aveva motivato a unirsi alla sua missione. Analogamente, il viaggio dell’uomo nella vita non è destinato a essere una solitaria camminata su picchi montuosi o in valli desertiche. Al contrario, D-o ci guida attraverso un mondo abitato da altre persone con cui interagiamo in sinergia, dando e ricevendo. Poiché anche loro sono in viaggi simili, paralleli nello scopo, sebbene non necessariamente nella rotta.

Man mano che una persona cresce e apprezza questi concetti, sarà in grado di massimizzare le proprie opportunità nella vita, rendendo le sue esperienze più felici e fruttuose. Non sarà ostacolato dalla paura o dalle preoccupazioni, perché si renderà conto che in ogni momento una mano che osserva lo sta guidando, indirizzandolo verso incontri destinati ad avanzare la sua crescita personale e il suo contributo al mondo.

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La Forza della Verità

La lettura della Torà di questa settimana inizia con la storia del nostro Patriarca Avrahàm. La Torah riferisce ad Avrahàm come Haivrì, "l'Ebreo". Quando i nostri Saggi spiegano il significato di questo termine, notano che letteralmente significa “colui che sta da un lato” e spiegano: “Avrahàm era da un lato e tutto il resto del mondo dall'altro”. Nonostante il paganesimo e l’idolatria che lo circondavano, Avrahàm si aggrappò fermamente al legame che aveva stabilito con D-o. Inoltre, non si accontentò di mantenere semplicemente il suo sistema di credenze privato. E con orgoglio condivise la sua consapevolezza con gli altri, influenzandoli ad adottare la fede di un solo D-o.

I numeri erano contro di lui, ma la verità era dalla sua parte e quando la verità è messa alla prova dai numeri, la verità trionferà sempre. Perché non c’è nulla che possa resistere alla forza incrollabile di qualcosa che è vero.

Avrahàm trasmise questa eredità spirituale ai suoi discendenti. Ognuno di loro ha il potere di opporsi a una moltitudine quando sa di essere nel giusto. Non è chutzpà (sfacciataggine). È la potenza della verità.

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Young Leaders

Molto è stato scritto e insegnato sull'educazione dei nostri figli secondo le vie dell'Onnipotente. Ma essendo una luce per le nazioni, è nostro dovere aiutarle anche nell'educazione dei loro figli: